Pasqua ‘chiusa’ e week end col rosso: il governo decide sulla stretta anti Covid. E coprifuoco alle 20

È atteso per oggi il monitoraggio sull’evoluzione della pandemia. Secondo quanto scrive Adnkronos la Lombardia dovrebbe finire in zona arancione rinforzata. Campania verso la zona rossa ma stretta ci saranno in tante altre regioni. Il motivo, nel freddo calcolo numerico. Una settimana l’indice Rt si attestava a 0.99 ma superava la soglia di 1 in ben 10 regioni.

Oggi la mappa dell’Italia, che archivia il 4 marzo con 22.865 contagi e il tasso di positività al 6,7%, verrà ridefinita in base ai dati del report Iss-ministero della Salute sul monitoraggio settimanale dell’epidemia di Covid-19. Si è mossa in anticipo la Lombardia, reduce da una giornata con 5.174 contagi e 59 morti, con un’ordinanza che istituisce la zona arancione rafforzata fino al 14 marzo: scuola chiusa, vietate visite ad amici e parenti, no agli spostamenti nelle seconde case, una persona per famiglia può fare la spesa. Ma se questo è il presente, per i prossimi mesi le cose non sembrano orientate a migliorare. Anzi. Continua dopo la foto


Occhi puntati sulla Pasqua, con il Messaggero che riporta un’indiscrezione sulle restrizioni. A quanto scrive il quotidiano romano le restrizioni del nuovo DPCM erano state giudicate troppo morbide. “Sul tavolo del vertice, si diceva, Brusaferro ha gettato l’ipotesi del “giallo intenso” con il coprifuoco alle 20 in tutte le Regioni. Ma la decisione è stata rinviata per i timori legati all’impatto che questa misura avrebbe sulle attività commerciali: dovrebbero chiudere le serrande alle 19”. Continua dopo la foto

“Altra stretta analizzata è la replica del sistema dei giorni festivi e prefestivi in rosso (Pasqua e Pasquetta incluse), già utilizzato tra Natale e la Befana. Traduzione: negozi, bar e ristoranti chiusi, confini comunali sbarrati, tutti costretti a restare a casa: si esce solo per ragioni di necessità, salute e lavoro. Se la situazione dovesse precipitare, dice chi per il governo segue il dossier, sarà inevitabile varare sia il coprifuoco, sia i week-end in rosso” scrive il Messaggero. Continua dopo la foto


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E addio, tra l’altro, ai cinema e teatri aperti dal 27 marzo. Una notizia non nuova martedì, nel presentare il provvedimento, il ministro della Salute Roberto Speranza aveva detto: “Il governo valuterà nelle settimane che verranno l’evoluzione della curva epidemiologica e come eventualmente adeguare le misure”. Draghi però è intenzionato ad attendere qualche giorno, prima di decidere l’eventuale nuova stretta. Il premier e i ministri sanno che il Paese è allo stremo, che qualsiasi ulteriore giro di vite potrebbe innescare proteste o (se va bene) fenomeni di disubbidienza civile.

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