“Tra una settimana 40mila casi al giorno”. Covid: Crisanti, la previsione è pesante. “Cosa sta succedendo”

Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova, è stato ospite di Corrado Formigli all’interno della trasmissione di approfondimento Piazza Pulita su La7. Il professore ha bocciato la strategia delle zone a colori e si è detto preoccupato per le varianti Covid fuori controllo. Crisanti è stato abbastanza chiaro nella sua esposizione e non ha risparmiato toni allarmistici. Innanzitutto si è espresso sulle zone gialle.

“Le zone gialle non funzionano, non è che i ristoranti non sono sicuri, è il nostro comportamento a non essere sicuro, se a un ristorante si mettessero limitazioni sui nuclei familiari che ci possono andare al limite si potrebbero anche tenere aperti mezza giornata. È pericoloso quello che facciamo e in questo modo diamo la possibilità al virus di trasmettersi. Una possibilità potrebbe essere quella di regolare l’accesso ai ristoranti piuttosto che chiuderli. Però bisogna prendere dei provvedimenti e poi le regole che imponi devi farle rispettare”. (Continua dopo la foto)


Poi ha fatto riferimento ai vaccini e ha aperto alla possibilità di fare le prime dosi a tappeto rinviando la seconda: “I risultati hanno dato ragione al Regno Unito, ma attenzione: è stato un esperimento sulla popolazione, si sono presi una responsabilità importante. Questa volta è andata bene, ne siamo contenti, facciamolo anche noi, ma non può essere un precedente per qualasiasi cosa, altrimenti i protocolli e la autorità regolatorie non valgono più niente”. (Continua dopo la foto)

Quindi, a proposito delle varianti, è stato lapidario: “Nel giro di una settimana rischiamo 30.000 o 40.000 contagi” al giorno “con la diffusione della variante inglese del Covid – ha detto Crisanti -. I dati ci raccontano l’attività della variante inglese, che ha una diffusibilità non paragonabile a quella del ceppo originario. Ancora sento parlare di aperture, sono proposte assolutamente non realistiche. Quando abbiamo misure restrittive, come zona rossa o zona arancione, i contagi calano e riparte il dibattito su come riaprire”. (Continua dopo la foto)

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Andrea Crisanti ritiene necessario prendere decisioni immediate per evitare una catastrofe: “L’Inghilterra da 8 settimane è in una sorta di zona rossa rafforzata: quasi tutti i negozi chiusi, bar e pub chiusi e solo attività di asporto. Noi siamo passati da 10.000 a 20.000 casi in 5 giorni. In Inghilterra hanno impiegato 3-4 settimane per passare da 10.000 a 70.000, è una cosa seria», ha concluso.

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