“Ipotesi zona rossa nei weekend”. Covid, il governo pensa alla stretta dal 7 gennaio. Cosa sta succedendo

Decreto Natale  dal 7 gennaio l’Italia tornerà al sistema diversificato tra zona rossa, arancione e gialla. Tutto verrà stabilito alla luce dei dati sulla diffusione del virus come sempre forniti e resi trasparenti dalla Cabina di regia per il monitoraggio regionale e valutati dal governo. Preoccupa la risalita dell’indice Rt a 0.93 che insieme ad altri parametri fondamentali vanno a stabilire la suddivisione delle regioni in fasce.

Tutto sulla base non solo dell’andamento dell’indice Rt, ma anche la presenza di focolai, il numero dei posti letto negli ospedali e dei posti letto in terapia intensiva e la capacità di monitoraggio, il cosiddetto contact tracking, unitamente ai  6 parametri che descrivono la capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti. Ad esempio la percentuale di tamponi positivi esclusi i secondi e i terzi test sulle stesse persone, oppure il tempo che passa dai sintomi alla quarantena e alla diagnosi. (Continua a leggere dopo la foto).


Dal 7 gennaio, dunque, torna il sistema diversificato: “In particolare – analizza il documento – 9 Regioni e province autonome sono classificate a rischio basso: 11 sono classificate a rischio moderato, di cui tre (Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Veneto) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Una Regione (Sardegna) ha una classificazione del rischio ‘non valutabile’ -equiparato a rischio alto- data la bassa percentuale di completezza dei dati”. (Continua a leggere dopo la foto).

Dunque la classificazione di una Regione viene decisa dal ministero della Salute sulla valutazione di 21 criteri. Se le regioni cadranno entro l’area rossa quindi ad alto rischio con indice Rt sopra l’1,5%, il settore della ristorazione proseguirà unicamente attraverso la consegna a domicilio, mentre restano aperte tutte le attività che rientrano nei servizi di prima necessità e cura della persona, come ad esempio supermercati, alimentari, come anche i parrucchieri e i barbieri. Restano aperte anche industrie, artigianato, edilizia. (Continua a leggere dopo la foto).

Zona arancione per le regioni con Rt tra 1,25 e 1,5 dove verranno previste tutte le limitazioni delle zona gialla, con interventi lievemente meno restrittivi rispetto alla zona rossa. Saranno gialle le regioni con l’Rt tra l’1 e l’1,25. In queste resta attiva la didattica a distanza per le scuole superiori, divieto di uscita da casa dalle 22 alle 5 e chiusura di tutte le attività nella fascia notturna, stop per musei, chiusura dei centri commerciali nel weekend, chiusura totale per sale bingo e centri scommesse. Ma verranno sospesi i concorsi. Resta consigliato lo smart working e la capienza massima per i trasporti locali, dagli autobus ai treni regionali, sotto il 50%. E avanza l’ipotesi di istituire le zone rosse nei fine settimana quindi in tal caso bar, ristoranti, negozi e centri commerciali chiusi. Gli spostamenti solo se urgenti e necessari per cmprovate esigenze.

Giallo di Dalmine, svolta nelle indagini: fermato il figlio 34enne della vittima