Chiusi per Covid 12 supermercati. Controlli dei Nas, ecco dove hanno trovato il virus

Emergenza sanitaria, scattano i controlli nei supermercati. In seguito alla campagna di verifiche su scala nazionale condotta dai carabinieri dei Nas all’interno dei supermercati, sono emerse non poche irregolarità sulle operazioni di sanificazione anti Covid. Alla luce delle ispezioni condotte su 981 esercizi tra quelli di maggiore afflusso, scatta la sospensione delle attività.

Immediata sospensione delle attività in 12 supermercati italiani. Questa la misura presa in seguito agli scrupolosi controlli da parte dei Nas: “I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività, appartenenti a diverse aziende della Grande Distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari”. (Continua a leggere dopo la foto).


La nota del comunicato aggiunge: “Nell’ambito del piano ispettivo, i Carabinieri NAS hanno individuato anche gravi carenze igieniche, gestionali e strutturali che hanno determinato l’esecuzione di provvedimenti di immediata sospensione dell’attività commerciale nei confronti di 12 supermercati, dei quali 3 per violazioni alle misure anti- COVID, ed il sequestro di oltre 2.000 kg di prodotti alimentari risultati non adatti al consumo, per mancanza di tracciabilità e modalità di conservazione non idonea”. (Continua a leggere dopo la foto).

Francesco Iacovone, del Cobas nazionale, così si è espresso a riguardo: “E’ dall’inizio della crisi sanitaria che denunciamo quanto certificato dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri  il supermercato non è affatto un luogo sicuro né per chi ci lavora né tanto meno per chi ci ci fa la spesa quotidiana. Dipendenti e clienti sono sottoposti ad un elevato rischio di contagio per ragioni di mero profitto. A scapito finanche della salute pubblica. Continueremo a denunciare tutte quelle attività che non applicano le regole imposte per il contenimento del contagio. Perché i lavoratori del commercio, troppo spesso dimenticati, hanno bisogno di voce e di tutele reali”. (Continua a leggere dopo le foto).

Infatti alla luce delle analisi, è emersa la presenza di materiale genetico del virus in 18 casi riconducibili a carrelli e cestini, tastiere per il pagamento bancomat e POS, tasti delle bilance e dispositivi salvatempo per la lettura automatica dei prodotti, tutte superfici che dovrebbero essere sottoposte a continue operazioni di pulizia e sanificazione. Il comunicato dei Nas spiega che sono state contestate 226 irregolarità, delle quali 39 riconducibili a carenze igieniche per mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature ad uso comune.

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