Il delitto di Garlasco continua a occupare il dibattito pubblico tra nuove indiscrezioni, ricostruzioni televisive e prese di posizione di esperti e protagonisti della vicenda. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’attenzione mediatica resta altissima e ogni nuovo elemento finisce inevitabilmente al centro del confronto.
Nelle ultime settimane, però, il caso è stato accompagnato anche da polemiche sui social e da accuse reciproche tra chi sostiene diverse interpretazioni della vicenda. Un clima che ha spinto diversi osservatori a denunciare il rischio di processi mediatici e campagne d’odio costruite ben prima degli accertamenti giudiziari.
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“Ora Marco può dirlo”. Garlasco, Roberta Bruzzone racconta il dramma vissuto dal fratello di Chiara Poggi
In questo contesto, la criminologa Roberta Bruzzone ha annunciato che venerdì sera, 5 giugno, Marco Poggi sarà ospite di Quarto Grado per un’intervista con Gianluigi Nuzzi. “Venerdì sera finalmente Marco Poggi parlerà intervistato da Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado. Marco Poggi è stato bersaglio, negli anni, di alcune tra le più miserabili fake news circolate sul web e non solo: insinuazioni gravissime, ricostruzioni deliranti, accuse farneticanti rilanciate con impressionante leggerezza anche da numerose testate giornalistiche, senza il minimo rispetto per la verità, per il dolore di una famiglia e per la dignità di una persona già devastata da una tragedia immane”.

La criminologa ha poi parlato di “una campagna persecutoria allucinante, alimentata da soggetti oggi al vaglio dell’autorità giudiziaria, e resa ancora più feroce dalla complicità rumorosa di molte/i facinorose/i, pronte/i a trasformare il dolore altrui in un’arena di odio, sospetto e linciaggio mediatico”. Secondo Bruzzone, l’intervista rappresenterà l’occasione per fare chiarezza sulle accuse rivolte negli anni al fratello di Chiara Poggi.

“Finalmente Marco Poggi avrà modo di affrontare a viso aperto queste accuse miserabili, di smontare una per una le falsità che gli sono state cucite addosso e di rimettere ogni tassello al proprio posto. Perché il tempo delle menzogne, delle suggestioni tossiche e delle campagne d’odio spacciate per ‘ricerca della verità’ deve finire. E deve finire davanti ai fatti”, ha concluso la criminologa.
In un secondo intervento social, Bruzzone è tornata anche sul caso di Carmelo Venditti. “Ora però una domanda sorge spontanea. Tutti quelli che in questi mesi hanno sparato a zero su Venditti, trasformandolo nel mostro perfetto, nel ‘Giuda’ della situazione, nel soggetto disposto a svendersi per meno di trenta denari, oggi cosa hanno da dire? Le accuse che lo riguardano erano certamente gravissime ma, affrontate nelle sedi competenti con il massimo rigore, si sono dissolte come neve al sole”.
La criminologa ha quindi criticato duramente quella che definisce una narrazione tossica costruita attorno alla vicenda. “E allora forse sarebbe il caso di smetterla con le crocifissioni preventive e iniziare a guardare con più attenzione chi, davvero, sta lucrando su questa vicenda. Chi ha costruito teorie tossiche ben sapendo di mentire. Chi ha alimentato campagne persecutorie nei confronti di vittime innocenti. Chi ha trasformato un procedimento giudiziario in un mercato delle suggestioni a prezzi stracciati… Perché i ‘Giuda’ peggiori, spesso, non sono quelli che vengono indicati per primi. Sono quelli che urlano più forte mentre tengono il sacchetto dei denari ben nascosto dietro la schiena… solo che ora quei trenta denari non basteranno…”.


