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“Cosa c’è scritto”. Garlasco, il contenuto del bigliettino sequestrato a casa Sempio

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Garlasco Bigliettino Sempio

È un foglietto apparentemente insignificante, poche righe appuntate a penna, ma che oggi si trova al centro di una delle inchieste più delicate degli ultimi mesi. Le parole “Venditti Gip Archivia x 20.30. € euro” sono la prima riga di un biglietto rinvenuto a maggio nella casa dei genitori di Andrea Sempio, durante una perquisizione disposta nell’ambito delle indagini sul caso Garlasco. Quel foglietto, oggi sotto la lente della procura di Brescia, è diventato un potenziale tassello nell’inchiesta per corruzione in atto giudiziario che coinvolge l’ex pm Mario Venditti, già protagonista del procedimento che ruota attorno alla morte di Chiara Poggi.

Per settimane si è pensato che quelle poche parole costituissero l’intero contenuto del biglietto. Ma secondo quanto rivelato dal Tg1, non era così. Il documento originale, mostrato integralmente per la prima volta, contiene altre due sezioni, scritte con grafie differenti e apparentemente prive di un legame diretto tra loro. Subito sotto la prima parte si legge infatti: “Cosa succede? Se i Giarda presentano una istanza di revisione a Brescia fatta bene”. Una frase che ha aperto nuovi interrogativi su chi l’abbia scritta, quando e soprattutto in quale contesto.

Leggi anche: “Perché è indagato”. Garlasco, la decisione sull’avvocato di Sempio: i motivi

Garlasco Bigliettino Sempio


Garlasco, svelato tutto il contenuto del bigliettino trovato in casa Sempio

La parte più enigmatica, però, è quella che compare subito dopo. In uno spazio definito “pensiero del papà”, si trovano appunti confusi e di difficile lettura: tra le parole riconoscibili ci sono “il soggetto”, “legge italiana”, “Sempio Andrea”, “non è stato seguito dall’investigatore”. La calligrafia incerta rende complessa una decifrazione completa, ma gli inquirenti stanno analizzando ogni dettaglio per capire se si tratti di un commento casuale o di un appunto collegato all’indagine. Il foglietto non è secretato, ma la procura mantiene il riserbo su molte informazioni, segno che potrebbe contenere elementi ritenuti ancora sensibili.

Garlasco Bigliettino Sempio

Nonostante non siano emerse novità concrete sul fronte investigativo, il caso Garlasco continua a monopolizzare l’attenzione dei media. Le apparizioni televisive degli avvocati coinvolti hanno riacceso il dibattito, alimentando un clima di tensione che non sembra placarsi. A suscitare particolare curiosità è stata l’ultima intervista di Massimo Lovati, legale di Andrea Sempio, rilasciata a Fabrizio Corona, che ha sollevato un vespaio di polemiche. Dopo la replica della procura di Pavia, che ha smentito le sue dichiarazioni, Lovati è tornato a parlare su Rai Due, raccontando un curioso retroscena: “Corona mi ha detto: ‘Tu sei Gerry La Rana, perché hai questa pronuncia con la ‘r’ arrotondata e sembri un personaggio dei cartoni animati'”.

Le sue parole, tuttavia, hanno alimentato un’ulteriore scia di controversie. “Che poi cos’ho detto? Ho detto che l’ex pm Mario Venditti giocava ai cavalli? In quel periodo andavo a San Siro, sono sempre stato appassionato di ippica, che problema c’è? Non so che cos’ho detto, a furia di bere…”. La leggerezza del tono ha colpito l’opinione pubblica, ma anche suscitato preoccupazione all’interno dell’Ordine degli avvocati di Pavia, che ora sta valutando eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti del legale.

Mentre le procure di Brescia e Pavia continuano a lavorare nel silenzio imposto dalle indagini, la vicenda del foglietto di casa Sempio rimane sospesa tra mistero e suggestione. Quel piccolo pezzo di carta, nato forse come appunto personale, rischia di trasformarsi nell’ennesimo frammento di una storia giudiziaria che, a distanza di anni, continua a intrecciare segreti, sospetti e parole lasciate cadere tra le righe.


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