Reddito di emergenza, fino a 800 euro a famiglia: ecco chi ne ha diritto

L’emergenza coronavirus ha costretto molto famiglie a tirare la cinghia. Si calcola che almeno 2 milioni di famiglie abbiano infatti visto azzerare, del tutto o quasi, il loro reddito. Tra le misure messe in campo dal governo contenuto nella bozza del decreto legge ‘Rilancio’, insieme allo stop all’Iva per i dispositivi di protezione e arruolamenti eccezionali di medici ecco il reddito di emergenza.

Si tratta di un aiuto a chi è in situazioni di grave fragilità economica. Per le famiglie è previsto un limite Isee di 15 mila euro e di patrimonio entro i 10 mila euro. Questo tetto potrà però essere portato fino a 25 mila euro se all’interno della famiglia figurano persone affette da disabilità. Si tratta di un sussidio che va dai 400 agli 800 euro in base alle situazioni. Per fare domanda, che dovrà essere consegnata entro il 30 giugno, basterà inviare i moduli che saranno poi divulgati all’Inps che si occuperà di approvare o meno la richiesta. Continua dopo la foto


Questo tipo di bonus, nato apposta per fronteggiare l’emergenza coronavirus, non sarà compatibile con altre forme di sostegno, quindi chi percepisce già il reddito di cittadinanza non potrà fare domanda. Per le famiglie in difficoltà si è pensato di incrementare con 100 milioni di euro anche il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione (il Fondo per gli affitti), valido per tutto il 2020. Il reddito di emergenza sarà erogato, quanto si apprende, in due quote da 400 euro l’una. Continua dopo la foto

Sulle altre forme economiche contro il coronavirus ecco alcune anticipazioni. Non si pagherà più l’Iva su alcuni prodotti, indispensabili per affrontare l’emergenza Covid-19 e proteggersi dal corona virus, dai ventilatori polmonari alle mascherine. Questi beni “sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta”. Continua dopo la foto


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Nell’elenco ci sono, appunto, i ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; i caschi per la ventilazione, le mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; gli articoli di abbigliamento sanitari: i guanti in lattice, in vinile e in nitrile, le visiere e occhiali protettivi, la tuta di protezione, i calzari, i camici chirurgici; termometri. Lo stesso vale per i detergenti disinfettanti per mani, i dispenser a muro e tutta la strumentazione diagnostica del coronavirus.

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Pubblicato il alle ore 16:28 Ultima modifica il alle ore 16:30