Covid Italia, brutte notizie dopo il monitoraggio Iss: cosa sta succedendo nelle regioni

Anche questa settimana in Italia l’Rt (indice di contagio) dovrebbe restare sotto 1: in particolare dovrebbe attestarsi allo 0,84. Tuttavia la situazione resta preoccupante perché in parecchie regioni la situazione è in peggioramento e si rischia un aumento dei casi senza misure locali o nazionali. Si tratta di una fase delicata dell’epidemia e questi segnali di contro-tendenza potrebbero preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, così come afferma l’Iss.

L’Italia si trova in un contesto “preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici regioni che possono portare ad un rapido incremento dell’incidenza”. Si conferma “la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone” e di “restare a casa il più possibile”. È fondamentale poi che “la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie”. (Continua dopo la foto)


Per ciò che riguarda l’Rt il monitoraggio relativo alla settimana dal 25 gennaio al 31 gennaio segnala che l’indice è sopra 1 in tre regioni (Umbria, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano), mentre in tutte le altre regioni è sotto l’unità. Tredici regioni evidenziano un trend di casi in aumento. Sono undici le regioni classificate con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). (Continua dopo la foto)

Per quanto riguarda la situazione di ricoveri e terapie intensive, come si legge sul rapporto numero 38, “L’incidenza – si legge nel rapporto n.38 – è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate”. (Continua dopo la foto)

 

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Il quadro nazionale “sottende forti variazioni inter-regionali”. In alcuni contesti, si spiega, “un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19 in area critica”.

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