Concordia, addio Giglio. L’Italia che sa rialzarsi

Lentamente, si muove e va. Il relitto della Concordia lascia, dopo due anni e mezzo, l’isola che ha visto naufragare un gigante del turismo galleggiante italiano. Un pezzo della nostra sapienza navale trasformato in tragedia. Ora, però, è il momento dell’orgoglio nazionale. La Concordia è stata una sfida, un impegno portato a termine. Il duro lavoro dei tecnici, la pazienza degli operatori di ogni livello hanno avuto la meglio. Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, è prudente: «Solo quando saremo a Genova canteremo vittoria». E poi, come non condividere le sue parole: «Questo è un pezzo dell’Italia, un pezzo di mondo». Questa operazione «è uno spot per il paese», ha concluso. Giusto, è l’emblema di un popolo che sa impegnarsi, in grado di riuscire, senza dimenticare le vite spezzate, una vacanza finita in dolore. Ma questo è un momento felice: ce l’abbiamo fatta, l’isola del Giglio è liberata, il mare è salvo. L’Italia si è rialzata.