L’estate italiana, si sa, è una stagione intensa. Tra spiagge affollate, centri storici presi d’assalto e località turistiche che si riempiono all’inverosimile, ogni anno porta con sé nuovi trend e, talvolta, nuove inquietudini. Ma quello che sta accadendo in alcune località del Sud non è una semplice curiosità stagionale: è un fenomeno che ha scatenato proteste, accese discussioni sui social e lamentele ufficiali da parte di cittadini e commercianti. A far scattare l’allarme, questa volta, sono stati proprio i turisti, sempre più spesso protagonisti inconsapevoli di scenari surreali a metà tra folclore e molestia.
Si parla di persone che, armate di cornetti rossi, manciate di sale grosso e formule scaramantiche, si avvicinano ai passanti — adulti e bambini compresi — per offrire un’improbabile “protezione dal malocchio”. Il tutto, ovviamente, dietro offerta “libera”, che raramente scende sotto i 5 euro. Sui social, molti raccontano di essere stati sorpresi da gesti rituali, invocazioni colorite e persino animali esotici appollaiati sulle spalle, senza preavviso. E se qualcuno ci ride su, altri iniziano a temere che la cosa sfugga di mano.
Leggi anche: Malore improvviso in vacanza: addio a una figura storica per l’Italia

Rivolta tra i turisti, scatta la denuncia dopo centinaia di segnalazioni a Gallipoli
È a Gallipoli, la perla del Salento affacciata sullo Ionio, che la questione ha preso piede con più forza. Nelle ultime settimane, commercianti e ristoratori del centro storico — in particolare tra via Antonietta De Pace, piazza Imbriani e le riviere — lamentano un vero e proprio assedio. Definiscono questi individui “scaccia-malocchio”, un termine nato per necessità più che per tradizione, tanto da risultare estraneo perfino all’Accademia della Crusca. La loro presenza, dicono, è diventata invadente, insistente, e in alcuni casi persino allarmante. Dopo una prima ondata a luglio, una seconda si è riversata sulla città nei primi giorni di agosto, esasperando gli animi e facendo salire la tensione.

I racconti si susseguono: famigliole interrotte durante la passeggiata, bambini impauriti da gesti improvvisi, coppie invitate con insistenza a “farsi benedire” contro la malasorte. C’è anche chi parla di un pappagallino dalle ali tarpate utilizzato come effetto scenico per completare l’esibizione. Ma dietro l’apparente folklore, in molti vedono una pratica aggressiva e scorretta che mina l’immagine della città. “Non è razzismo”, puntualizzano i commercianti, “ma non possiamo tollerare che i turisti vengano importunati in questo modo”.


Il sindaco Stefano Minerva cerca di rassicurare: la polizia locale è presente, i controlli non mancano, ma stabilire se si tratti di reati o semplici molestie non è sempre facile. Intanto, però, la sensazione tra residenti e turisti è che gli “scaccia-malocchio” continuino ad agire indisturbati. E mentre il dibattito si infiamma, un’ultima testimonianza riassume lo spirito del malcontento: «Una bambina ha iniziato a urlare terrorizzata quando le hanno lanciato addosso del sale. La gente si spazientisce, resta confusa. E alla fine, tra incredulità e fastidio, la magia dell’estate sembra perdere un po’ del suo incanto».


