“Buon viaggio Chiarissima”. L’ultimo saluto del fidanzato a Chiara, figlia del campione morta a solo 18 anni

L’ultimo saluto a Chiara. Si sono svolti domenica 23 maggio a Castiglion Fiorentino i funerali di Maria Chiara Meoni, figlia dell’indimenticato motociclista campione di rally Fabrizio. Il sindaco della cittadina in provincia di Arezzo, Mario Agnelli, aveva comunicato con grande dolore la morte della 18enne, stroncata da un brutto male.

Una perdita, quella della ragazza che già a due anni aveva dovuto fare a meno del padre, morto nel 2005 mentre partecipava ad una Dakar, che ha sconvolto tutti. A cominciare dalla comunità del paese in cui la giovane viveva con la madre e il fratello e nella quale è stato proclamato il lutto cittadino.


Tanta sofferenza e cordoglio nell’oratorio della chiesa del Rivaio, dove appena quattro anni fa Chiara aveva ricevuto la Cresima. E palloncini bianchi che hanno sorvolato le teste di quanti non possono dimenticare le battaglie e la determinazione della figlia del re della Dakar. Inconsolabile la mamma Elena che, dopo aver perduto Fabrizio, 16 anni dopo deve dire addio anche alla figlia.

“Un figlio cresce con te, lo porti in pancia nove mesi e pensi che sarà lui a portarti al cimitero e invece…”. Queste le strazianti parole della mamma di Maria Chiara, una persona speciale che ha lottato fino alla fine nonostante sapesse di non potercela fare. “Non mollate mai – ha detto Chiara prima di morire – vivete con il sorriso per raggiungere i vostri sogni. Io l’ho fatto, tenetemi d’esempio e nel cuore”.

Il fidanzato di Chiara, Matteo, l’ha ricordata così: “Chiara, siamo sempre stati insieme; ti ringrazio per ciò che mi hai insegnato. Ti amo con tutto il cuore. Buon viaggio, Chiarissima”. “Il 23 gennaio – ha detto invece una compagna di scuola – mi guardasti dritto negli occhi e mi dicesti: se io dovessi morire ricordati che ti ho amata tanto, Longo”.

Alla conclusione della cerimonia il rombo dei motori delle motociclette dei centauri, lo stesso che ha accompagnato il papà Fabrizio nelle sue innumerevoli gesta sportive.

“Addio Chiara”. Battuta dal male a 18 anni, la maledizione di famiglia si è accanita contro di lei