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“Chi è il vero assassino, non Dassilva”. Pierina Paganelli, chi ha parlato nelle ultime ore

  • Italia

L’inchiesta sull’omicidio di Pierina Paganelli si arricchisce di un nuovo capitolo, segnato dalle dichiarazioni di Ezio Denti, l’investigatore privato da mesi impegnato a smentire una delle piste più battute dagli inquirenti: quella del movente passionale legato a Louis Dassilva. Con parole nette e con un’esposizione pubblica che si affianca all’azione formale in procura, Denti ha ribadito la sua convinzione: non ci sarebbe stato alcun sentimento amoroso tra Dassilva e Manuela Bianchi, e quindi nessuna ragione che potesse spingere l’uomo a uccidere la suocera della donna con 29 coltellate.

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L’investigatore, intervenuto anche a “Pomeriggio 5”, ha raccontato di aver richiesto più volte di essere ascoltato dai magistrati, ma di aver dovuto presentare un esposto per essere finalmente convocato. “Avevo fatto istanza di essere sentito giorni fa in procura, quest’istanza è rimasta inevasa e a quel punto ho dovuto fare un esposto”, ha spiegato, aggiungendo che solo in seguito a questa azione ha potuto fornire la sua versione agli inquirenti.


Pierina Paganelli, nuova scoperta

Al centro del suo ragionamento c’è un lungo colloquio tra Louis Dassilva e Manuela Bianchi, registrato il 23 ottobre, quindi tre settimane dopo l’assassinio di Paganelli. Secondo Denti, quella conversazione sarebbe la prova che tra i due non c’era alcuna relazione sentimentale. “Manuela si spinge nei confronti di lui, chiedendo se fosse innamorato o meno, e lui risponde sempre in modo fermo, dicendo ‘no, non sono innamorato, ti stimo, ti voglio bene, stiamo bene insieme, ma non lascerei mai la mia famiglia, mia moglie e il mio lavoro per te’”, ha sottolineato Denti, precisando che quelle parole non sembrano compatibili con il quadro di un uomo ossessionato da un amore impossibile.

Denti non si limita però a escludere Dassilva. Lancia, senza troppi giri di parole, un’ipotesi pesante: l’assassino sarebbe uno dei residenti del condominio in cui viveva la vittima. “Io non posso sapere chi è stato”, premette, ma aggiunge: “Se gli inquirenti dicono che quella è una mano maschile, e i maschi sono due, se io dovessi togliere Louis, ritengo che Loris (Bianchi, ndr) potrebbe essere responsabile”. Parole che riaprono inevitabilmente il dibattito sulla dinamica del delitto e sulle possibili verità rimaste nell’ombra.

A rafforzare la posizione di Denti vi è anche l’indebolimento di un’altra prova a carico di Dassilva: la registrazione della cam3, su cui inizialmente si era puntata l’attenzione degli investigatori, non sarebbe così inequivocabile. Secondo una recente perizia, l’uomo inquadrato nel video potrebbe non essere Dassilva. Un dettaglio non da poco, che sembra dare ulteriore consistenza alla linea sostenuta dall’investigatore. Infine, Denti si interroga: “Ora dobbiamo pensare che un uomo abbia ucciso una donna con 29 coltellate per nascondere un rapporto passionale? Ma io non posso crederci, per quale motivo?” Una domanda che lascia sospesa una verità ancora lontana, mentre il caso Paganelli continua ad aggrovigliarsi tra vecchie piste che si sfaldano e nuove ipotesi che fanno tremare le mura di quel condominio, diventato epicentro di uno dei gialli più inquietanti degli ultimi anni.


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