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“C’è una bomba pronta a esplodere”. Panico nella stazione ferroviaria, evacuazione di massa e circolazione interrotta

  • Italia

Paura e caos in tarda mattinata lungo una delle linee ferroviarie più frequentate dai pendolari della Capitale. Per alcuni minuti si è temuto il peggio quando una telefonata anonima ha segnalato la presenza di un ordigno nella stazione della Metromare di Acilia, quartiere alla periferia sud di Roma. L’allarme, arrivato al numero unico di emergenza 112, ha fatto scattare il protocollo anti-terrorismo, gettando nel panico viaggiatori e lavoratori presenti nella zona.

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In pochi minuti l’area è stata invasa da sirene e uomini in divisa: i carabinieri, supportati dalle unità cinofile, hanno disposto l’immediata evacuazione della fermata e di tutta la zona circostante. Alle 12.30, in via precauzionale, la circolazione dei treni è stata sospesa su tutta la tratta per consentire le operazioni di bonifica. Alcuni passeggeri, già a bordo dei convogli o in attesa sulle banchine, sono stati costretti a proseguire a piedi o a cercare mezzi alternativi, con non pochi disagi.


Allarme bomba, cosa è successo

Dal terzo paragrafo, i fatti assumono contorni più chiari. Gli artificieri intervenuti sul posto hanno infatti passato al setaccio la stazione e ogni angolo sospetto, senza però trovare tracce di esplosivi. Dopo oltre un’ora di controlli accurati, le forze dell’ordine hanno potuto escludere ogni pericolo, confermando l’ipotesi iniziale del falso allarme. La circolazione ferroviaria è quindi ripresa gradualmente, mentre l’area è tornata alla normalità sotto la supervisione delle forze dell’ordine.

Nel frattempo, gli investigatori hanno avviato le indagini per identificare l’autore della telefonata. Le verifiche sono tuttora in corso: si sta lavorando sui tabulati telefonici e sulle registrazioni delle chiamate al 112 per cercare di risalire all’identità del responsabile del gesto. Una bravata, forse, ma con conseguenze gravi: il reato di procurato allarme prevede sanzioni severe, soprattutto quando mette in moto l’intero apparato di sicurezza pubblica.

Il falso allarme di Acilia si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni sospette che negli ultimi mesi hanno colpito la Capitale, tra tensioni internazionali, disagi sociali e semplici gesti sconsiderati. Eventi che, anche quando si rivelano infondati, mettono comunque alla prova l’efficienza delle forze dell’ordine e alimentano la paura nei cittadini, sempre più spesso spettatori involontari di scenari che sembrano tratti da un thriller urbano.


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