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Caldaie, attenti alle nuove regole: aumentano adempimenti e costi

Le nuove norme sulle caldaie e sulla manutenzione sono uno degli ultimi incubi degli italiani. Dal 15 ottobre, nel nome della sicurezza e dell’ambiente, padroni e inquilini si devono dotare di un nuovo libretto nel quale verrà redatto il Rapporto di efficienza energetica che dovrà certificare il buon funzionamento dell’impianto. Se fino a un mese fa la spesa per la pulizia periodica e la prova di accensione della durata di 20 minuti era mediamente di 80 euro (100 euro con il controllo dei fumi e il bollino), ora l’esborso crescerà ulteriormente, aggiungendosi alla lista sempre più folta di oneri riservati ai proprietari. In ogni casa dovranno esserci due libretti: uno verbalizzerà il rapporto di efficienza energetica, l’altro i controlli relativi a sicurezza, salubrità e igiene, ora obbligatori. Con le verifiche di efficienza energetica una famiglia con caldaia collegata a 4 o 5 termosifoni dovrà spendere mediamente 200 euro. Chi non dovesse rispettare la normativa sarà costretto a pagare multe salatissime dai 500 ai 3000 euro, una cifra che lieviterà a 6000 euro per gli installatori inadempienti e poco attenti alle nuove normative.

(continua dopo la foto)


Imposte dal ministero dello Sviluppo economico con un decreto del 10 febbraio 2014, le nuove regole non chiariscono le tempistiche e le scadenze dei controlli di efficienza, la cui definizione della periodicità viene affidata alle Regioni (due anni per gli impianti termici a combustibile liquido o solido superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza o quattro anni per gli impianti a gas metano o Gpl superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza). I controlli su sicurezza e salubrità, invece, hanno generalmente cadenza annuale. Intanto, le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra, vuoi per la discrezionalità sulla frequenza dei controlli, vuoi perché l’affollamento di controlli consentirà ai tecnici di aumentare a dismisura i test. Per quanto riguarda gli impianti di nuova installazione, la prima annotazione sul libretto sarà di competenza dell’installatore, mentre per caldaie e condizionatori già montati sarà il responsabile dell’impianto a dovere accertarsi che venga predisposto il libretto (il proprietario o l’inquilino negli impianti autonomi e l’amministratore per gli impianti centralizzati). Al termine di ogni diagnosi, il manutentore dovrà trasmettere agli enti preposti che le raccoglieranno in un database. Le verifiche non verranno più fatte a campione, ma gli ispettori controlleranno le abitazioni dalle quali non sia arrivata alcuna notifica al Catasto.

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