“Fiamme ovunque”. L’Italia continua a bruciare, c’è un’altra vittima

Ettari di boschi che bruciano e vittime. Il Sud Italia nella morsa degli incendi. Di poco fa l’ultima vittima in Calabria dove un 78enne è stato trovato semicarbonizzato nella notte ad Acquaro, in provincia di Vibo Valentia. Secondo quanto riportato dal “Quotidiano del Sud”, il pensionato – scrive il “Quotidiano del Sud” – sarebbe stato investito dalle fiamme di un incendio boschivo che ha interessato anche il suo fondo agricolo. L’uomo, A.S., secondo quanto apprende l’ANSA, si sarebbe allontanato da casa dopo avere notato il fumo provenire dall’area del suo appezzamento.


Finendo, poi, nel tentativo di spegnere il rogo, per essere investito dalle fiamme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il medico legale per un primo esame esterno del cadavere.Il cadavere del pensionato, che era originario della vicina località di Boscoregio, è stato trovato da alcuni parenti preoccupati per il suo mancato rientro.

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In Calabria è la quinta vittima dei roghi che continuano ad imperversare in tutta la regione. Ieri sono state otto, dalla Calabria, le richieste di intervento aereo per lo spegnimento di incendi boschivi ricevute dal Centro operativo aereo unificato (Coau) del Dipartimento. E intanto si studiano le contromosse per arginare il fenomeno. “Continua l’emergenza incendi nel sud del Paese, in particolare in Sicilia e Calabria e ad essere minacciato oltre al nostro patrimonio boschivo, c’è anche quello artistico-culturale in alcuni borghi, con la possibilità che in poco tempo decenni di storia vengano cancellati”.


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“Noi da parte nostra abbiamo sviluppato un nuovo formulato nanotecnologico, che riesce in parte a preservare gli immobili dagli effetti degli incendi e potrebbe essere applicato per proteggere i beni culturali e artistici, ambientali o quelli strategici in questi casi come prefetture, caserme o comunali”. A dirlo in una nota Sabrina Zuccalà, presidente del laboratorio di nanotecnologie “4ward360 nanotechnology”.

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Che aggiunge: “Naturalmente i nanomateriali riescono solo a fornire una maggiore tutela dei beni rispetto all’utilizzo dei tradizionali prodotti ed in caso sempre di intervento immediato delle squadre antincendio, ma in caso di roghi di vaste dimensioni ogni applicazione non può essere risolutiva. Tuttavia, l’utilizzo di queste tecnologie oltre a mitigare gli effetti dell’ammaloramento, migliora la traspirabilità dei materiali, e potendo intervenire in maniera molto specifica sulla struttura del collagene, ottiene materiali quanto più possibile ignifughi, a seconda delle necessità” .
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Pubblicato il alle ore 14:17 Ultima modifica il alle ore 14:17