Cadavere decapitato nel Po, l’esame del dna conferma: è Stefano Barilli. La decisione degli inquirenti

Stefano Barilli si era allontanato dalla casa in cui viveva con la madre e la sorella a Piacenza, dal quartiere Farnesiana, l’8 febbraio. “Era appena rientrato dalla Svizzera, aveva alcuni progetti in mente ma pare che non si siano realizzati. Era abbattuto”, aveva raccontato la madre dopo la denuncia di scomparsa.

Ai microfoni della trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, la donna aveva raccontato che Stefano si era trasferito in Svizzera per una trentina di giorni e al suo ritorno era apparso deluso. “Noi ti amiamo, l’affetto e il bene che ti vogliamo non sono mai stati in discussione, non puoi immaginare quanto ci manchi e quanto siamo preoccupati per te. Qualsiasi cosa ti stia succedendo, possiamo affrontarla insieme. Non sei solo, torna a casa”, era stato l’appello della donna alla trasmissione di Federica Sciarelli. (Continua a leggere dopo la foto)


Pochi giorni fa, domenica 18 aprile, è stato ritrovato morto. Il suo è stato cadavere ritrovato da un pescatore, sulla sponda lodigiana del Po; il corpo, decapitato, ritrovato a ventre in giù nell’acqua, in località Punte a Caselle Landi (Lodi) a una decina di metri dalla riva. I carabinieri hanno trovato nella tasca di un indumento che indossava documenti di Stefano Barilli. Erano avvolti in una busta di cellophane e quindi quasi intatti, i documenti personali e il biglietto che annunciava il suicidio. (Continua a leggere dopo la foto)

“La carta di identità del giovane non era nel portafogli ma chiusa insieme al biglietto in questa busta di plastica, come a non voler lasciare dubbi sull’identificazione”, ha detto il procuratore Domenico Chiaro. “Sono senza parole, mi aspettavo un epilogo completamente diverso. Esprimo tutta la mia vicinanza a Natascia, la mamma di Stefano. Per mio figlio Alessandro (Venturelli ndr) continuo a sperare, le due storie sono diverse, non credo abbia mai pensato di fare un gesto estremo”, è il messaggio di Roberta Carassai, la mamma di Alessandro Venturelli, scomparso da Sassuolo, in provincia di Modena, il 5 dicembre 2020, le cui storie si erano intrecciate dopo la segnalazione a Chi l’ha visto di due ragazzi alla stazione centrale di Milano che assomigliavano ai due. (Continua a leggere dopo la foto)

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Segnalazione poi smentita dai diretti interessati – due studenti del politecnico – alla trasmissione Chi l’ha visto. Martedì sera ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ultime ore del 23enne e capire se i motivi dell’estremo gesto. Intanto l’esame del dna ha confermato l’identità. La certezza è arrivata grazie alla comparazione con elementi genetici della madre di Stefano.

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