Roberta, morta a 40 anni dopo l’asportazione di un neo. L’ombra del santone: “Operata in cucina”

Roberta Repetto. Era questo il nome della donna di 40 anni morta a seguito di un intervento per l’asportazione di un neo. Roberta era stata sottoposta all’operazione presso il centro “Anidra” di Borzonasca, in provincia di Genova. Dopodiché la situazione è rapidamente peggiorata tanto che, su richiesta dei familiari, il primo ottobre 2020 la donna è stata trasportata all’ospedale di Lavagna.

Qui i medici le hanno diagnosticato “diffuse metastasi”. A nulla è valso il successivo trasporto nel nosocomio San Martino del capoluogo ligure: Roberta Repetto è deceduta il 9 ottobre 2020. Adesso per questa vicenda i carabinieri hanno arrestato sia la ‘guida spirituale’ del centro olistico, il 69enne Paolo Bendinelli, sia il dottor Paolo Oneda. Quest’ultimo, dirigente di Chirurgia generale all’ospedale di Manervio, è il medico di 47 anni che aveva operato Roberta. (Continua a leggere dopo la foto)


Secondo la ricostruzione degli inquirenti Roberta Repetto era stata operata sul tavolo della cucina del centro olistico e senza anestesia. Ulteriori dettagli spiegano le ragioni di tale scelta operata da chi sottopose la donna ad intervento: “In ossequio a studi sul respiro che le avrebbero assicurato la sopportazione del dolore – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paola Faggioni – senza adeguata tecnica chirurgica (eventuale allargamento e verifica dei linfonodi sentinella) e soprattutto senza alcun successivo esame istologico”. (Continua a leggere dopo la foto)

Dopo l’operazione sembra che Paolo Bendinelli, responsabile del centro, una sorta di agriturismo, e il dottor Paolo Oneda, abbiano prescritto alla donna “tisane zuccherate e meditazione”. Come riporta Genova24.it quando Roberta Repetto ha manifestato i primi dolori ed è comparso il primo linfonodo, Bendinelli e Oneda avrebbero “omesso di indirizzarla verso specifiche cure mediche”. In questo modo i due avrebbero tranquillizzato la 40enne. (Continua a leggere dopo la foto)

Alla comparsa del secondo linfonodo, Bendinelli e Oneda hanno detto a Roberta che quello era “il segno della risoluzione del conflitto” e che “il sistema stava drenando la parte tossica”. Anche se la donna peggiorava col passare del tempo, i due continuavano a tranquillizzarla. Ma ormai Roberta Repetto, figlia di Renzo Repetto, sindaco di Chiavari dal 1989 al 1993, non riusciva più ad alzarsi dal letto e faticava sia a parlare che a respirare.

A quel punto i familiari hanno deciso di trasferire Roberta prima nell’ospedale di Lavagna, dove sono state rilevate le metastasi, e poi nell’ospedale di Genova dove la donna è deceduta il 9 ottobre 2020. Paolo Bendinelli e Paolo Oneda sono ora accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, violenza sessuale e circonvenzione di incapaci.

Willy, si aggrava ancora la posizione dei fratelli Bianchi. Che cosa rischiano adesso