Negli ultimi mesi la figura di Giuseppe Conte si è trovata al centro di una fase complessa e logorante, segnata da difficoltà politiche evidenti e da una leadership sempre più sotto pressione. L’ex presidente del Consiglio continua a muoversi in un contesto in cui il consenso appare fragile e il racconto pubblico delle posizioni del suo partito fatica a trovare una sintesi convincente. Il Movimento 5 Stelle, nato come forza di rottura, vive oggi una stagione di smarrimento, tra divisioni interne, risultati elettorali altalenanti e una linea internazionale che suscita polemiche anche tra gli stessi simpatizzanti.
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Conte, chiamato a tenere insieme anime diverse e spesso inconciliabili, si trova così a dover difendere non solo le scelte politiche più recenti, ma anche una narrazione che viene continuamente messa in discussione da analisti, avversari e commentatori. La gestione dei temi internazionali, in particolare, è diventata uno dei terreni più scivolosi per l’ex premier, accusato di semplificare passaggi complessi e di proporre letture considerate parziali di scenari geopolitici delicatissimi. In questo quadro, ogni apparizione televisiva si trasforma in un banco di prova, utile a misurare la tenuta del leader e la capacità del Movimento di restare rilevante nel dibattito pubblico.

Giuseppe Conte, tensione in studio con Stefano Feltri
È in questo clima che Conte è tornato sotto i riflettori televisivi, chiamato a confrontarsi con domande incalzanti e con critiche che vanno ben oltre il confronto politico ordinario. Le sue parole, analizzate e rilanciate sui social, finiscono spesso per alimentare ulteriori tensioni, dando l’impressione di un Movimento che fatica a uscire da una posizione difensiva. Ed è proprio da qui che la discussione si è spostata, entrando nel merito di uno dei temi più divisivi della politica internazionale recente.

“Questa è una clamorosa balla, quella che ha ripetuto per l’ennesima volta il presidente Conte che viene diffusa…”. La frase è risuonata nello studio di In Onda, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Marianna Aprile e Luca Telese, dove Giuseppe Conte era ospite. Collegato da casa anche Stefano Feltri che, sentendo parlare il grillino di Russia e Ucraina, ha incalzato l’ex premier.

“Ma guardi, balla lo dice a qualcun altro. Abbia pazienza”, la replica di Conte. “Lo dico a lei perché l’ha già detta tante volte – ha proseguito Feltri -. Si vada a leggere l’articolo di Foreign Affairs del 2022 a cui fa riferimento e vedrà che il negoziato famoso di Istanbul non era mai arrivato a parlare neanche di territori”. Il confronto si è fatto subito teso, con toni che hanno reso evidente quanto il tema sia ancora una ferita aperta nel dibattito politico italiano.
“Guardi, lei cita Foreign Affairs, io cito il capo delegazione fedelissimo di Volodymyr Zelensky – la controreplica di Giuseppe Conte -. Sono dichiarazioni pubbliche che ha dichiarato, se lei le vuole smentire… se lei era seduto a quel negoziato faccia lei. Ha detto chiaramente che la Russia aveva posto sul tavolo un’unica condizione che è stata sempre dall’inizio rivendicata anche con me e con qualsiasi leader che ha parlato con Vladimir Putin. Non voleva la Nato in Ucraina, alle porte di casa. Su questo si poteva lavorare”. Parole che hanno riacceso il dibattito e che, ancora una volta, mostrano come la posizione di Conte resti al centro di un confronto acceso, specchio delle difficoltà più ampie a
ttraversate dal Movimento 5 Stelle.


