Il costo dei carburanti torna al centro dell’attenzione degli automobilisti italiani. Dopo mesi di relativa stabilità, nelle ultime settimane i prezzi di benzina e diesel hanno iniziato nuovamente a muoversi verso l’alto, riaccendendo i timori di una nuova stagione di rincari alla pompa. Un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia ma che coinvolge l’intero mercato energetico internazionale, sempre più sensibile agli equilibri geopolitici e alle tensioni nelle principali aree di produzione di petrolio.
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Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, elaborate dalla Staffetta Quotidiana su circa 20mila impianti e aggiornate alle 8 di ieri mattina, il prezzo medio della benzina self service si attesta a 1,674 euro al litro, in aumento di un millesimo rispetto alla rilevazione precedente. Nel dettaglio, le compagnie petrolifere applicano una media di 1,683 euro, mentre le cosiddette pompe bianche restano leggermente più convenienti con 1,656 euro al litro.

Benzina e gasolio, stangata per gli automobilisti
Situazione simile anche per il diesel self service, che si mantiene a 1,728 euro al litro. In questo caso le compagnie segnano una media di 1,739 euro, mentre gli impianti indipendenti scendono a 1,708 euro. Se si passa invece al servito, i prezzi crescono sensibilmente: la benzina servita arriva a 1,813 euro al litro, mentre il diesel servito tocca 1,865 euro. Anche qui la differenza tra compagnie e pompe bianche resta evidente, con picchi rispettivamente di 1,860 euro per la benzina e 1,914 euro per il gasolio.

Non solo carburanti tradizionali. Anche gli altri prodotti energetici registrano movimenti, seppur più contenuti. Il Gpl servito si attesta a 0,690 euro al litro, il metano servito scende leggermente a 1,403 euro al kg, mentre il Gnl viene rilevato a 1,231 euro al kg. Sulle autostrade i prezzi risultano inevitabilmente più alti: la benzina self service raggiunge 1,778 euro al litro (con il servito a 2,039 euro), mentre il gasolio self service arriva a 1,830 euro e 2,090 euro al servito.

Dietro questa nuova fase di tensione sui prezzi c’è soprattutto il contesto internazionale. Le tensioni in Iran e il clima di forte instabilità nel Medio Oriente stanno alimentando le preoccupazioni dei mercati energetici, con il timore che eventuali escalation militari possano compromettere rotte strategiche per il petrolio mondiale. Ogni segnale di crisi nell’area del Golfo tende infatti a riflettersi immediatamente sulle quotazioni del greggio, con effetti diretti anche sui carburanti distribuiti in Europa.
Gli analisti avvertono che il trend potrebbe non fermarsi qui. Se la situazione geopolitica dovesse peggiorare, i prezzi potrebbero tornare ai livelli più alti registrati negli ultimi anni. Le previsioni parlano di una possibile benzina e diesel oltre i 2 euro al litro al self service, con punte di 2,3 euro al servito e addirittura 2,6 euro sulle autostrade, uno scenario che riporterebbe la situazione ai livelli registrati all’inizio della guerra in Ucraina, quando il mercato energetico globale entrò in una fase di forte turbolenza.


