“Cosa succede a chi ha fatto prima dose Astrazeneca”. La decisione ufficiale del Cts

Dopo la morte di Camilla Canepa, la 18enne ligure che aveva fatto il vaccino AstraZeneca il 25 maggio durante un Open Day, il siero anglo-svedese torna sotto i riflettori. Si parla dei rari casi di trombosi, e sulla somministrazione a giovani e donne, in particolare dopo il caso della 18enne morta giovedì 10 giungo dopo essere stata sottoposta a due interventi, uno di neuroradiologia interventistica per rimuovere il trombo meccanicamente e successivamente un altro dell’équipe neurochirurgica per la riduzione della pressione cranica legata all’emorragia.

La giovane soffriva di di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale e sono in corso le indagini per capire se le due patologie fossero state indicate nella scheda consegnata prima del vaccino e in via precauzionale alcune regioni hanno cancellato gli open day per gli over 18.

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Nel pomeriggio di venerdì 11 giugno è arrivata la decisione del Comitato tecnico scientifico. Il vaccino Astrazeneca in Italia si userà solo per gli over 60. Gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, come seconda dose avranno Pfizer o Moderna. “AstraZeneca si utilizzerà solo per gli over 60″, ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo, spiegando che ”attualmente abbiamo una platea di circa 3,5 milioni di over 60. Le seconde dosi sotto i 60 anni saranno effettuate con vaccini mRna, così come le prime dosi” per under 60.


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“Nel contesto epidemiologico mutato, il Cts -in un dialogo stretto con la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa e con le altre istituzioni sanitarie- ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni per l’uso del vaccino AstraZeneca. E’ mutato lo scenario epidemiologico, il rapporto tra benefici e potenziali rischi cambia non solo in funzione dell’età delle persone. All’esito di una valutazione straordinariamente accurata, scrupolosa e meticolosa, il Cts ha chiaramente raccomandato per quel che riguarda le prime dosi di riservare il vaccino AstraZeneca per coloro che abbiano un’età uguale o superiore ai 60 anni”, ha spiegato il coordinatore del Cts, Franco Locatelli.

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“Per l’età inferiore ai 60 anni, si raccomandano vaccini a mRna. Per quanto riguarda la seconda dose di AstraZeneca, l’indicazione è riassumibile così: tutti i dati disponibili indicano che i fenomeno trombotici dopo la seconda dose sono straordinariamente rari. Tuttavia, considerata la disponibilità di piattaforme vaccinali alternative e ispirandosi ad un principio di massima cautela, suprema rispetto alla salute degli italiani, si è deciso di dare una raccomandazione per impiegare una seconda dose dello stesso vaccino per i soggetti oltre i 60 anni di età. Per coloro che hanno meno di 60 anni di età, si raccomanda di considerare l’ipotesi di vaccinazione eterologa” per la seconda dose.

Pubblicato il alle ore 18:45 Ultima modifica il alle ore 18:45