Una vera e propria odissea attende una ragazza di appena 24 anni, che ha calpestato inavvertitamente una siringa mentre si trovava in spiaggia. Aveva deciso di concedersi momenti di spensieratezza insieme ai suoi cugini, ma doveva ancora poggiare l’asciugamano sulla sabbia quando si è resa conto di essere stata colpita da un dolore improvviso. Ha guardato sotto il suo piede e si è subito accorta di ciò che purtroppo le era capitato.
Una situazione che non poteva nemmeno lontanamente immaginare e che la costringerà a qualcosa di parecchio fastidioso. La ragazza ha quindi calpestato questa siringa, mentre era appena giunta nella spiaggia Santa Lucia, accessibile a tutti i bagnanti, situata in provincia di Brindisi, precisamente nel comune di Ostuni. Ovviamente la sua giornata al mare è finita ancora prima di cominciare, visto che è stata costretta a raggiungere l’ospedale brindisino.
Leggi anche: Choc in spiaggia, entra in acqua e muore: aveva 40 anni. I medici: “Perché può succedere”

Ragazza di 24 anni ha calpestato una siringa in spiaggia: “Un incubo”
L’accaduto ha avuto luogo mercoledì 2 agosto, quando erano le ore 9.30. La ragazza vittima di questo terribile inconveniente ha calpestato la siringa, che era in spiaggia ma celata dalla presenza della sabbia, e si è immediatamente allarmata. Il sito Brindisi Report l’ha intervistata e qui ha spiegato che in un primo momento aveva raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale di Ostuni, ma successivamente è stata trasferita nel reparto di Malattie infettive del nosocomio di Brindisi.

Queste le parole della 24enne: “La vicenda, chiaramente, mi ha scossa parecchio. Storie simili accadono continuamente, crediamo che non possano mai coinvolgerci in prima persona, ma così non è. La procedura preventiva di analisi che sto seguendo non è per niente piacevole. La siringa sembra essere vecchia ed usurata, ma non possiamo esserne sicuri e devo effettuare tutti i controlli necessari. La spiaggia e il mare sono anche casa mia, per ciò sento il dovere di raccontare la mia esperienza al fine di stimolare la massima attenzione di tutti sull’argomento”.


Dalla testimonianza della giovane è anche emersa una cosa scioccante: per 6 mesi sarà costretta a fare test ed esami, nella speranza di non essere rimasta infettata dall’epatite B o C o dall’Hiv. Un’estate indimenticabile per lei, ma in senso estremamente negativo.