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Andrea Pucci, Conad spiega i motivi dello stop alla collaborazione

  • Italia

Continuano le polemiche attorno ad Andrea Pucci dopo la decisione di rinunciare all’invito di partecipare al Festival di Sanremo come co-conduttore. La scelta del comico, arrivata nelle scorse settimane, ha acceso il dibattito mediatico e continua a produrre effetti anche fuori dal contesto televisivo.

Nelle ultime ore, infatti, sono emersi nuovi sviluppi che lo riguardano direttamente e che coinvolgono Conad. Al centro della vicenda c’è l’annullamento di un suo ingaggio per un evento aziendale interno, inizialmente previsto e poi revocato dall’azienda.

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La catena della grande distribuzione aveva ingaggiato Pucci per uno spettacolo comico durante un appuntamento dedicato ai propri dipendenti. Alla luce delle polemiche esplose attorno a lui, però, l’azienda ha deciso di annullare l’ingaggio, comunicandolo con una mail: “Non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica. Ci vediamo costretti a rinunciare all’ingaggio“.

Come però abbiamo visto, questa email teoricamente privata è stata spiattellata sui social da Andrea Pucci che in vena polemica ha scritto: “La Conad ha cambiato idea ora non faccio più ridere, ma neanche la spesa come rimborso? Se va avanti così dovrò andare fuori dai loro store a chiedere l’elemosina“.

Il gruppo, che ha revocato al comico l’invito preferendo evitare che il marchio venisse accostato al nome di Andrea Pucci in una fase di forte esposizione mediatica, è stato ugualmente associato a lui a causa proprio di quest’ultimo che via social ha pubblicato l’email e i post polemici.

E questo non è affatto piaciuto a Conad che ha risposto con una lettera inviata al Corriere della Sera firmata dal Direttore Relazioni Esterne: “Le cooperative Conad non hanno alcun pregiudizio ideologico nei confronti del professionista Pucci, come dimostrano le collaborazioni con lui già avvenute in passato” – ha scritto – “Non possiamo, però, non esprimere il nostro disappunto per la sua reazione scomposta, con la pubblicazione di un contenuto social che ha violato la privacy di una nostra collaboratrice, esponendola all’azione di possibili hater in rete”.


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