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“Alex Zanardi come Schumacher?”. Il dottor Costa ‘rompe il silenzio’ e spiega come sta il campione

Quarta notte trascorsa in terapia intensiva per Alex Zanardi al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, dove si trova ricoverato da venerdì sera dopo l’intervento neurochirurgico per i traumi al cranio e al volto riportati a seguito dell’incidente con l’handbike contro un tir lungo la stra provinciale 146 nel comune di Pienza (Si). “Le condizioni del paziente sono stabili, non si sono registrate novità significative”, fa sapere l’ospedale.

Le condizioni dell’ex pilota anche se stabili restano gravi. L’ex pilota di Formula 1 continua ad essere tenuto in coma farmacologico. Un nuovo bollettino medico sarà emesso intorno a mezzogiorno. Sono ripresi, intanto, gli interrogatori da parte della Procura di Siena volti a chiarire gli aspetti logistico-organizzativi della staffetta ‘Obiettivo Tricolore’ durante la quale è rimasto ferito Zanardi durante l’incidente stradale con un camion nel comune di Pienza (Si). Intanto il medico del Motomondiale, Claudio Costa, ha rilasciato un’intervista al Messaggero parlando proprio delle condizioni di Alex Zanardi. (Continua a leggere dopo la foto)


“Il trauma subito da Alex Zanardi è gravissimo e lo dimostrano le oltre tre ore di intervento neurochirurgico, ma voglio essere ottimista”, ha detto il medico. “Voglio essere ottimista, nella terapia intensiva dell’ospedale di Siena ci sono medici di grande valore e so che Alex Zanardi è un guerriero che ha già cominciato la sua partita per la rinascita. Credo che ce la possa fare, in questo momento drammatico concedetemi questo sogno: forse sono troppo ottimista, ma potrebbe anche andare alle Olimpiadi di Tokyo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il medico ha parlato anche delle voci che paragonano la situazione di Alex Zanardi a quella di Michael Schumacher: “La situazione viene accostata a quella di Michael Schumacher, è un’analogia comprensibile ma da quanto mi risulta, dati anche i parametri cerebrali, credo che i medici di Siena siano abbastanza tranquilli. La situazione forse è meno grave e me lo auguro: quando arriverà il momento di svegliarlo, vedremo in che condizioni è il cervello ma a me sembra che, tutto sommato, abbia reagito molto bene”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Costa ha rivelato anche un aneddoto sul campione. “A due mesi dall’incidente di Berlino nel 2001, con i monconi ancora parzialmente aperti e le arterie non ancora chiuse, col rischio di emorragie, mi chiese di metterlo in piedi al Motorshow perché dovevano consegnargli il Casco d’Oro e, fatalmente, doveva essere Michael Schumacher a farlo. Gli chiesi di darmi cinque minuti, – ha detto ancora il medico a Il Messaggero – mi stesi sulla poltrona e cominciai a pensare a come aiutarlo, perché non potevo dirgli “Non si può”, non è una risposta contemplabile con lui. L’unica soluzione erano le protesi e l’aiuto di un fisioterapista, alla fine a dicembre a Bologna Alex era sul palco, in piedi e sorridente. Disse: ‘Questo è il primo passo per la vittoria più importante della mia vita’. Erano passati solo due mesi e mezzo dall’incidente”.

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