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“Non devi farlo”. Diana, momento complicato per l’avvocato della mamma: cosa sta succedendo

  • Italia

Proseguono le indagini sulla morte di Diana Pifferi, la bimba di soli 16 mesi morta di stenti. Sua mamma si trova in carcere a Milano con l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi. Ha lasciato la figlia per andare dal compagno a Leffe in provincia di Bergamo e quando è tornata la figlia era morta. Secondo quanto è emerso dall’autopsia non ci sono segni evidenti sul corpo di Diana che possano far pensare ad una causa precisa. Insomma, per il momento è confermata la prima ipotesi, ovvero che la piccola di 16 mesi sia morta di fame e sete.

Da una prima relazione prodotta dopo l’autopsia sarebbero stati trovati pezzi di cuscino nello stomaco di Diana Pifferi. La piccola quindi potrebbe essere morta per “consunzione”: questo significa che il suo cuore ha smesso di battere dopo un’agonia e al deterioramento dovuto all’assenza di cibo e acqua. Infatti una piccola quantità di materiale che sembrerebbe essere identico a quello trovato sotto il cuscino della piccola sarebbe stata rintracciata nello stomaco della bambina. Tuttavia per avere conferma bisogna attendere i risultati delle analisi.

Alessia Pifferi avvocato minacciato di morte


Alessia Pifferi avvocato minacciato di morte

Nel frattempo ha parlato l’avvocato di Alessia Pifferi, Solange Marchignoli, che ricevuto minacce e insulti da parte degli haters perché difende un “mostro”. “Gli haters non riflettono sul fatto che in Italia la difesa penale è obbligatoria”, ha detto il legale in una intervista a Fanpage.it. “Con riferimento agli insulti rivolti contro la mia persona intendo puntualizzare un concetto che affiora tante volte e cioè la domanda tipica che viene rivolta ad avvocato penalista: come fai a difendere quel “mostro”? Io conosco la mia etica e posso confermare che non provo nessuna solidarietà con il delitto. Mai”.

Alessia Pifferi avvocato minacciato di morte

“Le minacce e gli insulti sono evidentemente più probabili nelle vicende mediatiche perché è direttamente coinvolta l’opinione pubblica e questo scatena le reazioni “di pancia” più irrazionali – afferma l’avvocato -. Peraltro, il mondo dei social è un detonatore perfetto per tutto questo in quanto ogni hater chiama un nuovo hater, in una catena infinita di insulti. Confido comunque che il processo potrà essere celebrato in una condizione di sicurezza e rispetto adeguati per le differenti posizioni processuali”.

diana pifferi
diana pifferi

Poi l’avvocato precisa: “Ogni giorno sono chiamata a difendere persone che hanno commesso reati, anche i più gravi e inaccettabili per la società. Un processo penale è una bellissima sfida giuridica e intellettuale. Una partita a scacchi ad altissimo livello fra difesa e Procura della Repubblica”. Quindi la chiosa finale: “Gli haters non riflettono sul fatto che in Italia la difesa penale è obbligatoria, e cioè a dire che quando una persona riveste la qualifica di imputato necessita di un avvocato per interfacciarsi con l’Autorità Giudiziaria. In altre parole, non può difendersi da solo”.

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