Una madre, una città, una speranza che non si spegne. Da anni il nome di Alessandro si sussurra tra i vicoli e i social, ma oggi qualcosa sembra muoversi davvero. Torino diventa il nuovo centro di un’attesa che oscilla tra paura e desiderio: potrebbe essere qui, adesso, il ragazzo che tutti cercano?
Era il 5 dicembre 2020 quando Alessandro Venturelli, allora 21 anni, lasciò la sua casa di Sassuolo dopo una discussione con i genitori. Da quel giorno, nessun segnale certo, solo immagini sfocate dalle telecamere e il dolore silenzioso di chi resta. La sua famiglia, guidata dall’instancabile mamma Roberta Carassai, non ha mai abbandonato le ricerche, diventando un simbolo per tutte le famiglie che vivono lo stesso incubo.

Un volto tra la folla: voci e speranze a Torino
Il 31 ottobre 2025, una segnalazione accende una nuova luce: qualcuno descrive un ragazzo che si fa chiamare Alessandro, gentile, in strada da anni e che non chiede mai denaro, solo qualcosa da mangiare. Da quel momento, le segnalazioni si moltiplicano: c’è chi lo avrebbe visto vicino al Duomo, tra via Milano e via XX Settembre, chi tra i clochard della Galleria San Federico e chi ancora al cinema Lux.

Roberta non perde tempo: insieme all’avvocato Claudio Falleti, gira la città, mostra foto, ascolta storie, raccoglie abbracci e speranze. “Cerco di restare calma, ma la speranza è tornata a battere forte“, racconta in diretta tv, mentre la città si mobilita e le segnalazioni arrivano da ogni angolo.
Un testimone ricorda di aver incontrato un ragazzo con capelli lunghi, volto gentile, tra Porta Susa e corso San Martino: “Mi ha fermato solo per chiedere cibo, non soldi”. C’è chi gli ha comprato pane e tonno, chi ha scambiato poche parole ma porta dentro l’eco di quell’incontro. Eppure, per ora, la certezza resta lontana: Roberta ha incrociato due giovani simili al figlio, ma nulla di definitivo.
La voce della madre si fa strada tra tv e social: “Alessandro, io e papà non siamo arrabbiati. Vogliamo solo sapere che stai bene. Siamo pronti ad accoglierti, a rispettare ogni tua scelta”. Un messaggio che attraversa Torino e scalda il cuore di chiunque sia genitore, fratello, amico. E mentre la Procura vuole chiudere il caso, la famiglia si oppone, decisa a non arrendersi.
Roberta è diventata la voce di chi non si arrende: ha fondato Nostos Italia, organizzato marce a Roma con le famiglie di altri scomparsi, scritto libri e acceso i riflettori sulla realtà spesso dimenticata delle persone scomparse in Italia. Ogni segnalazione, ogni testimonianza, diventa un filo di speranza a cui aggrapparsi.
Per ora, Torino resta il teatro di questa attesa. Le strade fredde, le voci che si rincorrono, la speranza che, anche dopo anni, può ancora trasformare il dolore in un nuovo inizio. E tutta l’Italia segue col fiato sospeso, aspettando che Alessandro torni a farsi abbracciare dal calore della sua famiglia.
“Mi hanno chiamata e…”. Alessandro scomparso nel nulla, l’annuncio choc della mamma dopo 5 anni


