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“Non ce l’ha fatta”. Alessandro morto a 26 anni, stroncato dalla malattia in pochi mesi

Per aiutare Alessandro Grazioli si era mosso anche l’Admo (associazione donatori midollo osseo) del Piemonte e aveva lanciato un appello a cui avevano risposto oltre 2.500 persone. Il 26enne di Briona, in provincia di Novara, era stato colpito da Leucemia mieloide acuta. E per salvarlo serviva un donatore di midollo osseo, ma nessuno dei suoi parenti né dei candidati iscritti al Registro Mondiale, risultava compatibile.

Su Facebook l’Admo Piemonte ha raccontato la storia di Alessandro Grazioli invitando gli utenti a tipizzarsi per donare cellule staminali del midollo osseo: “Alessandro ci ha messo la faccia, tu mettici il midollo! Se hai un’età fra 18 e i 35 anni, pesi più di 50 chili e sei in buona salute, puoi iscriverti al Registro e verificare la compatibilità con Alessandro e chi si trova nelle sue condizioni”. “Solo un donatore su 100.000 – ricorda l’associazione – risulta compatibile con un paziente in attesa: se non hai queste caratteristiche aiutaci a cercare nuovi donatori, per Alessandro e per tutti gli altri”.

alessandro grazioli morto leucemia


Negli ultimi giorni le condizioni del giovane novarese si sono aggravate e si è spento venerdì 4 marzo all’ospedale di Bologna dove era ricoverato in attesa di trapianto. Alessandro Grazioli aveva scoperto di essersi ammalato di leucemia alcuni mesi fa: è iniziato tutto con una semplice febbre accompagnata da lesioni cutanee e, dopo una notte passata in pronto soccorso, è arrivata la diagnosi. Il 26enne lascia il padre Graziano, la madre Marisa e la sorella Valentina.

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Nelle scorse settimana si era attivata la macchina della solidarietà per aiutare Alessandro Grazioli. Serviva un donatore di midollo osseo, ma nessuno dei suoi parenti, né dei candidati iscritti al registro mondiale, risultava compatibile. Proprio per questo motivo l’Admo Piemonte aveva lanciato un appello sui social network per individuare il “gemello genetico” di Alessandro. In un lungo post l’associazione piemontese aveva raccontato la storia di Alessandro, invitando gli utenti a tipizzarsi per donare cellule staminali del midollo osseo.

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I primi sintomi si erano manifestati lo scorso ottobre. Laureato in Economia e commercio, Alessandro Grazioli giocava a calcio in Promozione nella squadra del Sizzano, di cui era il capitano. Gli stessi compagni di squadra si erano sottoposti a un prelievo di sangue per vedere le eventuali compatibilità di donatori, visto che neppure tra i familiari di Alessandro era stato trovato un soggetto compatibile.