In politica a volte basta un attimo: una poltrona che si svuota, un nome che circola con insistenza, un appuntamento che può riscrivere gli equilibri. Nelle ultime ore l’aria a Palazzo si è fatta elettrica e c’è chi parla di un passaggio delicatissimo, con riflessi immediati su un settore che vale tantissimo per l’Italia.
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Il punto è che non si tratterebbe del solito profilo “di partito”. Dietro il nome che sta emergendo, infatti, c’è una storia fatta di palchi, grandi eventi, televisione e rapporti trasversali nel mondo dello spettacolo. E proprio questo dettaglio sta accendendo curiosità e commenti, soprattutto online.

La mossa nel governo Meloni e il “momento delicato”
Gianmarco Mazzi è stato scelto come nuovo ministro del Turismo per prendere il posto di Daniela Santanché, dimissionaria. Gianmarco Mazzi è sottosegretario alla Cultura dal 31 ottobre 2022. Nello stesso perimetro istituzionale si muovono anche Lucia Borgonzoni e Vittorio Sgarbi, mentre il ministro della Cultura è Gennaro Sangiuliano. Un contesto che rende l’eventuale trasferimento al Turismo un incastro tutto da seguire.

È anche l’unico veronese presente nel governo Meloni, città che condivide con il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Nato a Verona il 1° luglio 1960, liceo classico Scipione Maffei e laurea in Giurisprudenza, Mazzi ha poi imboccato con decisione la strada dello spettacolo e della comunicazione.
La sua carriera è legata a doppio filo a Sanremo e all’Arena di Verona. Nel 1981 ha avviato la Nazionale Cantanti insieme a Gianni Morandi e Mogol, e ha collaborato con artisti come Miguel Bosè, i Pooh, Caterina Caselli, Adriano Celentano e Riccardo Cocciante.
Nel 2003 Mazzi ha partecipato a una missione umanitaria in Iraq con la Croce Rossa Italiana, insieme a Morandi e Luca Barbarossa, ricevendo il riconoscimento “Manforpeace Award” dei Nobel per la Pace. Dal 2005 ha diretto artisticamente il Festival di Sanremo per sei edizioni, e in seguito ha collaborato anche con Amadeus e Fiorello.
Dal 2015 ha curato eventi di portata internazionale, come l’apertura di Expo 2015 a Milano. Dal 2017 è amministratore delegato e direttore artistico dell’Arena di Verona srl, gestendo attività televisive e live nell’anfiteatro: un incarico che lo ha tenuto al centro del rapporto tra cultura, pubblico e indotto economico.
Sposato dal 2012 con Evelina Zanetti, ha mantenuto legami stretti con nomi fortissimi della tv e della musica: da Paolo Bonolis a Antonella Clerici, fino al ricordo del compianto Fabrizio Frizzi, presente anche alle sue nozze. Un dettaglio che, per molti, spiega perché la notizia stia facendo così rumore.
In un’intervista a L’Arena, Mazzi ha raccontato di aver maturato interesse per la politica fin dai tempi del liceo, frequentando l’area culturale della destra oggi vicina a Giorgia Meloni. «Volevo reagire al fatto che se non eri allineato dall’altra parte politica non avevi diritto di parola», ha spiegato, rivendicando un approccio moderato.
Intanto, sui social si moltiplicano i commenti tra curiosità e attesa: c’è chi vede nella scelta un segnale “da grandi eventi” e chi invece si chiede se l’esperienza nel mondo dello spettacolo basterà a reggere un ministero sotto pressione. Di certo, se il giuramento al Quirinale dovesse arrivare davvero a breve, per il ministero del Turismo si aprirebbe una fase nuova e tutta da decifrare.


