“Queste cose le faccio con mio zio”. Choc tra i banchi di una scuola elementare. Una bambina di 8 anni arriva con materiale sconcio in mano e lo spiega così. Le accuse terribili contro un uomo di 40 anni per tutti “dolce e affettuoso”

 

Quarantenne accusato di pedofilia. Avrebbe abusato della nipote di 8 anni. La storia viene da Vittorio Veneto ed è approdata nella aule del tribunale di Treviso dove gli inquirenti gli contestano l’accusa di violenza sessuale e atti sessuali su minore. I fatti risalgono a due anni faanni fa. L’uomo, originario del sud Italia, era arrivato nel Vittoriese per salutare e trascorrere un po’ di tempo con i parenti. E un pomeriggio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è avvenuta la terribile violenza. L’uomo avrebbe infatti costretto la bambina prima ad un rapporto orale e poi, dopo averle legato le braccia, si sarebbe steso sopra di lei masturbandosi. Una violenza che la piccola ha prima subito in silenzio per qualche giorno e poi ha iniziato a tirare fuori cambiando a poco a poco il suo comportamento diventando più chiusa e irritabile. La piccola non ha mai detto nulla a nessuno finché lo zio è rimasto in casa. E anche in seguito, si è tenuta dentro quel terribile segreto per ben due anni. A farlo riemergere, quelle carte da gioco pornografiche. (Continua dopo la foto)


Carte che la ragazzina, ha spiegato alle maestre, aveva preso dal comodino nella stanza da letto della mamma.
Le aveva portate a scuola per giocarci coi compagni, come se fossero carte di Topolino o di qualche altro personaggio Disney. Appena le maestre se ne sono accorte è – ovviamente – scoppiato il finimondo. Le hanno chiesto dove le avesse trovate e, lei, ha candidamente ammesso che erano in casa, in bella vista. Le insegnati hanno capito che c’era qualcosa che non andava, per la naturalezza che la bimba dimostrava nel parlarne e hanno deciso di approfondire. È bastata qualche altra domanda per far riemergere l’incubo vissuto e la terribile confessione della piccola. (Continua dopo le foto)



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«Quelle cose – aveva raccontato – io le ho fatte con lo zio». L’uomo è stato denunciato e la piccola, sentita durante un sofferto incidente probatorio. L’avvocato Cosmo Mezzina, che difende l’uomo, però respinge le accuse: «Non vogliamo dire che la bimba si sia inventata tutto, non possiamo escludere che quelle violenze siano avvenute ma, a due anni di distanza, come si fa a dire con assoluta certezza che è stato lui». Il 40enne, rimasto a casa della cognata per un breve periodo, è rientrato in Puglia dov’è stato raggiunto, a due anni di distanza, dalla denuncia. «Oggi è impegnato in un progetto di volontariato come assistente sulle ambulanze, e queste accuse lo stanno distruggendo» conclude il suo difensore.

Pedofilia. “Ecco cosa succedeva là dentro”. Il racconto choc di una vittima, allora 12enne, aggiunge un nuovo tassello alle indagini sulla palestra bresciana al centro di un caso che ha portato all’arresto di un maestro di karate. Atrocità a cui nessuno era preparato

Pubblicato il alle ore 11:00 Ultima modifica il alle ore 15:20