Nuove regole per i dipendenti pubblici, ecco come potranno essere licenziati (più facilmente)…


Rivoluzione in vista per il pubblico impiego. Un emendamento presentato alla legge delega sulla Pubblica amministrazione prevede notevoli cambiamenti per dipendenti e dirigenti. Innanzitutto, i licenziamenti disciplinari (già introdotto dalla riforma Brunetta del 2009 ma mai applicati) diventeranno realtà e i controlli medico-legali saranno affidati all’Inps anziché alla Asl come avviene ora. Gli scatti di carriera dei dirigenti non saranno più automatici (già, adesso accade anche questo) ma legati al merito. Provvedimenti che dovrebbero impedire il ripetersi di episodi di assenteismo come quello avvenuto a Capodanno tra i vigili urbani di Roma.

A oggi, in pratica, gli statali sono pressoché intoccabili. Gli strumenti per stanare i furbetti ci sono ma finora hanno funzionato pressoché per niente. Lo dimostrano i numeri dell’ispettorato della Funzione pubblica: nel 2013 ci sono voluti in media 102 (erano 78 nel 2011) per portare a termine un provvedimento disciplinare. Come riporta La Repubblica, su 7.000 pratiche avviate, il licenziamento – la sanzione più grave – ha riguardato appena 220 casi. 

 

L’obiettivo delle modifiche volute dal Governo è rendere più semplici sia i licenziamenti disciplinari sia quelli per scarso rendimento. Al contempo, arriverà anche la stretta sulle assenze dei dipendenti pubblici per malattia, stanziando fondi ad hoc da destinare all’Inps (ora vanno alle Regioni che a loro volta li girano alle Asl). E poi ci sono i dirigenti: addio agli scatti automatici (che significano soldi, tanti soldi in più) perché verrà valutato pure il loro rendimento.

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