L’ultima telefonata di Eleonora, la dottoressa-eroe uccisa perché voleva soccorrere un uomo


“Sono Cantamessa, sono a Chiuduno, c’è una macchina con della gente che sta picchiano un ragazzo per terra. Sono un medico. Adesso mi fermo a vedere il ragazzo, ma ho paura che diano anche a me una sbarra in testa”. E ancora: “Torna indietro, Luca, che io devo andare a vedere”. Poi la comunicazione si interrompe all’improvviso. La telefonata che Eleonora Cantamessa ha fatto al 112 la sera dell’8 settembre 2013 racconta in diretta prima il senso del dovere e il desiderio di aiutare gli altri. E la tragedia di un’automobile che investe la dottoressa china su un uomo ferito, uccidendola quasi sul colpo. Telefonata che è stata ascoltata nell’aula del tribunale di Bergamo dove si sta celebrando il processo per duplice omicidio in cui imputato l’indiano di 27 anni Vicky Vicky, accusato di aver travolto e ucciso, oltre al medico, anche il proprio fratello Baldev Kumar, a cui la dottoressa stava prestando i primi soccorsi per una ferita alla testa.

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Tutto è cominciato con una rissa tra connazionali, dovuta probabilmente a una faida tra gruppi familiari diversi e rivali, che avevano già avuto precedenti scontri. La dottoressa Cantamessa si trovava casualmente a passare in auto accompagnata da un amico, quando ha visto un uomo ferito per terra. La donna non ha avuto dubbi: ha chiamato immediatamente il numero unico delle emergenze e ha chiesto all’amico di tornare indietro per prestare assistenza ai feriti. Ma dopo solo pochi istanti, una Golf grigia che viaggiava a più di 90 chilometri all’ora ha travolto il capannello di persone riunite. Al volante c’era il fratello dell’uomo a terra, che secondo l’accusa, avrebbe investito volontariamente le vittime credendo che tra loro si trovassero ancora i rivali. Secondo la difesa, invece, Vicky avrebbe perso il controllo del mezzo per l’agitazione causata dalla rissa. Il presunto assassino rischia l’ergastolo, considerando anche le pesanti aggravanti alla già gravissima accusa di duplice omicidio: l’aver travolto un medico nell’esercizio della sua professione e il legame di parentela con la seconda vittima.

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