Vigili assenteisti? In 44 rischiano il licenziamento


A Capodanno l’improvvisa epidemia. Ieri niente straordinari. E così a Roma è stato di nuovo caos: di domenica, in servizio metà delle pattuglie previste (4 su 7). In pratica, i vigili hanno lasciato sguarnito dal Colosseo al Pantheon, dalla stazione Termini a Trastevere. E così oggi ci penseranno gli ispettori del ministero dell’Interno, in arrivo in Campidoglio, a stanare i furbetti. Il Comune, infatti, vuole andare fino in fondo, pronto a licenziare chi avesse abusato dei certificati medici, mascherando l’assenteismo con una finta malattia. Oppure a punire i vigili con multe salate, fino a 100mila euro.

Ma anche l’indagine interna al Corpo entra nel vivo: all’esame del Campidoglio ci sono, oltre ai certificati medici e alle motivazioni fornite dai 767 vigili urbani assenti nella notte del 31 dicembre, soprattutto le 72 ore che hanno preceduto la presunta epidemia. Scopo del Comune è stanare chi ha orchestrato questa estrema forma di protesta. “Il dato medio delle assenze per malattia registrato in questo periodo dell’anno si aggira – ribadisce il vicesindaco Luigi Nieri –  intorno al 6-7% e dunque si discosta in maniera macroscopica da quello del 75% di quest’anno».

 

Significa che una parte dei 44 vigili rischia sanzioni fino al licenziamento, ma la stragrande maggioranza potrebbe incorrere nella tenaglia del Garante degli scioperi. Dall’Authority non a caso vanno ripetendo che per lo sciopero selvaggio le “sanzioni previste vanno da tremila a centomila euro”.

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