Caso Loris, di nuovo nel mirino il computer del cacciatore


I corpi speciali della polizia di Stato, Scientifica e Postale stanno passando al setaccio in queste ore ogni strumento informatico di Veronica Panarello, la madre del piccolo Loris in carcere a Catania con l’accusa di averlo ucciso, e di Orazio Fidone, il cacciatore che sabato 29 novembre ritrovò il cadavere del bambino in un canalone a Santa Croce Camerina (Ragusa). Contemporaneamente vengono svolte dagli esperti della polizia di Stato ulteriori e approfondite analisi sulle auto in uso alla donna e a Findone, come pure su diverso materiale che e’ stato oggetto di sequestro nei giorni scorsi. Fidone e’ tuttora indagato per l’omicidio ma non in stato di fermo.



Si parla, inoltre, con insistenza di un secondo telefonino in uso a Veronica Panarello. Pero ora, comunque, a riferire di un’altra utenza è la stampa, sulla base di dichiarazioni forti che arrivano dai familiari della stessa donna. “Ho nascosto bene l’altro cellulare”. Questa la frase che Veronica avrebbe detto alla sorella la sera di lunedì. Come spiega la Repubblica, per gli inquirenti proprio questo “telefonino fantasma” potrebbe essere necessario per individuare un possibile e ipotetico complice della donna. Del resto, a insistere sulla probabile presenza di un complice sarebbe la madre di Veronica: “Non è un’assassina e in ogni caso non può aver agito da sola”, avrebbe detto la donna.

Più circostanziata è la cronaca fatta dal portale Ragusa News. Antonella Panarello, sorella maggiore di Veronica e zia di Loris, ai magistrati che indagano sull’omicidio del bambino, ha rivelato un particolare riportato nel decreto di fermo che potrebbe essere prezioso per le indagini: “Il lunedì sera (due giorni dopo il delitto, ndr) Veronica ha detto di aver nascosto talmente bene il suo cellulare che conteneva le foto e i video di Loris. Veronica ha detto che avrebbe dato quel cellulare solamente alla persona che sarebbe stata in grado di farle 10 dischetti con i video di Loris. Io – continua Antonella Panarello – non ho visto qual era il cellulare in quanto Veronica lo aveva già ben nascosto”. Le chiedono quanti numeri di telefono avesse sua sorella e lei risponde così: “Non ho alcun numero però mi risulta che aveva più utenze”.

Immediate le riflessioni. Perché Veronica nasconde un secondo cellulare con dentro foto e video di Loris? Cosa c’è in quelle immagini? Al momento carabinieri e polizia non hanno ritrovato il cellulare, ammesso che esista. Se esistesse, però, potrebbe essere importante per ricostruire i contatti che Veronica Panarello voleva tenere segreti. E, forse, tra questi potrebbe nascondersi una persona che la mattina del 29 novembre si trovava in sua compagnia. Sono gli stessi familiari a non credere che la donna, ammesso che sia lei ad aver ucciso Loris, abbia agito da sola: “Non è un’assassina e in ogni caso non può aver agito da sola, sta coprendo qualcuno”, dice Carmela Panarello, mamma di Veronica.

(continua dopo la foto)


Dalle carte della procura sembra emergere un profilo complicato di Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris Stival, fatto di depistaggi, invenzioni e un telefonino segreto. Ora la stampa si concentra proprio su questo nuovo particolare, un eventuale altro cellulare in uso alla donna. Il primo a parlarne è stato, oggi, il Corriere della sera, che tenta di capire i reali rapporti tra Veronica, sua madre e sua sorella con cui, è stato detto più volte in questi giorni, non corre buon sangue da diversi anni. La sorella Antonella dice che i rapporti tra loro sono “pessimi”. “Lei dice che nostra madre l’ha abbandonata ma non è così, è stata le ad abbandonarla”, confessa. Quella fra le due sorelle è una storia di inimicizia e indifferenza alimentata spesso da piccole cose. “Dal 2004 non ho più rapporti con lei – aggiunge Antonella – nonostante lei mi avesse chiesto più volte l’amicizia su facebook”. Rivela di quanto Veronica se la fosse presa per non aver fatto da madrina al battesimo di sua figlia, racconta i dettagli delle offese subite e svela che “quando era più piccola e abitavamo ancora in provincia di Savona voleva buttarsi dalla finestra dell’asilo”. Ma poi mette sul tavolo della discussione (e dei dubbi) il dettaglio che ora viene “attenzionato”. Antonella dice: “Mi risulta che Veronica aveva più utenze telefoniche. Ha detto di aver nascosto bene il cellulare che conteneva video e foto di Loris”. Tuttavia, almeno fino a questo momento, nessuno ha saputo o trovato un secondo telefonino. Un giallo nel giallo?

(continua dopo la foto)


Mancano poche ore alla pronuncia del Gip che dovrà convalidare o negare il fermo a carico di Veronica. Nelle ultime ore non ci sono grandi novità in termini di indagini, almeno nulla viene dichiarato da procura e forze di polizia impegnate a Santa Croce Camerina. Al di là degli elementi di fatto, a interrogare tutti è ancora il possibile movente, che sembra ancora un mistero. Ed è per questo chesi scava nel passato di Veronica, nella sua adolescenza difficile, il complicato rapporto con la famiglia e quella gravidanza a 16 anni. Tutte supposizioni, chiaramente, ma la curiosità è tanta perché il pubblico continua a interrogarsi sui motivi che possono portare una madre a uccidere il proprio figlio.

Tuttavia, l’elemento di analisi che si aggiunge alle indagini, ma anche alle riflessioni giornalistiche, è il particolare del garage. E se proprio questo fosse determinante per comprendere le azioni di Veronica Panarello, madre del piccolo Loris? I fatti emersi oggi sono questi: una telecamera, di cui finora non si conosceva l’esistenza, che inquadra l’auto di Veronica fare manovra per entrare nel garage della palazzina dove abitano gli Stival. La telecamera si trova su un’abitazione privata a pochi passi dalla casa di famiglia. Il fatto che quella mattina Veronica avesse messo l’auto nel garage è apparsa strana anche al marito Davide: “perché l’ha fatto? – ha detto guardando il video mostratogli dagli investigatori – lei non ci andava mai. Parcheggiava sempre in strada”. Aderendo alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, le cose sarebbero andate nel modo seguente. Veronica esce di casa con il figlio più piccolo, lo lascia alla ludoteca e torna a casa dove c’era Loris, che gli investigatori – supportati dalle registrazioni delle telecamere analizzate – ritengono non sia stato accompagnato a scuola proprio perché mai apparso nelle riprese che hanno “bloccato” solo la madre e il fratellino. Quindi potrebbe avere parcheggiato l’auto in garage (che ha una porta interna che conduce all’abitazione) proprio perché avrebbe già organizzato l’omicidio. Ragionando in tal senso non sarebbe difficile immaginare che il corpo di Loris sia stato poi portato in auto e di lì al vecchio mulino. Anche il tempo sarebbe stato sufficiente (secondo la ricostruzione degli inquirenti, 36 minuti). E se le cose fossero andate così si configurerebbe l’ipotesi di reato premeditato, aggravato rispetto all’omicidio volontario “semplice”. 

Dubbi, questi, che cominciano a essere presi in considerazione dalla stampa. Ecco, per esempio, quello che scrive il portale di informazione Lettera 43. “Finora i sospetti sulla vicenda di Santa Croce Camerina hanno fatto ipotizzare che si sia trattato di un omicidio d’impeto. Eppure la principale sospettata del giallo è rientrata a casa, dove sarebbe restato Loris, mettendo l’auto in garage dopo aver lasciato il figlio più piccolo in ludoteca. A questo punto allora si dovrebbe parlare di omicidio premeditato, visto che Veronica si sarebbe mossa già prefigurando di poter utilizzare la porta interna del garage per portare via il corpo di Loris senza essere vista”.

Un altro video incastra la madre del povero Loris

Loris, il dramma del padre, che perde anche la moglie: “Troppe coincidenze, è stata lei”