Caso Loris, spunta un telefonino segreto della mamma. “C’erano foto e video del bambino”


Dalle carte della procura sembra emergere un profilo complicato di Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris Stival, fatto di depistaggi, invenzioni e un telefonino segreto. Ora la stampa si concentra proprio su questo nuovo particolare, un eventuale altro cellulare in uso alla donna. Il primo a parlarne è stato, oggi, il Corriere della sera, che tenta di capire i reali rapporti tra Veronica, sua madre e sua sorella con cui, è stato detto più volte in questi giorni, non corre buon sangue da diversi anni. La sorella Antonella dice che i rapporti tra loro sono “pessimi”. “Lei dice che nostra madre l’ha abbandonata ma non è così, è stata le ad abbandonarla”, confessa. Quella fra le due sorelle è una storia di inimicizia e indifferenza alimentata spesso da piccole cose. “Dal 2004 non ho più rapporti con lei – aggiunge Antonella – nonostante lei mi avesse chiesto più volte l’amicizia su facebook”. Rivela di quanto Veronica se la fosse presa per non aver fatto da madrina al battesimo di sua figlia, racconta i dettagli delle offese subite e svela che “quando era più piccola e abitavamo ancora in provincia di Savona voleva buttarsi dalla finestra dell’asilo”. Ma poi mette sul tavolo della discussione (e dei dubbi) il dettaglio che ora viene “attenzionato”. Antonella dice: “Mi risulta che Veronica aveva più utenze telefoniche. Ha detto di aver nascosto bene il cellulare che conteneva video e foto di Loris”. Tuttavia, almeno fino a questo momento, nessuno ha saputo o trovato un secondo telefonino. Un giallo nel giallo?

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Mancano poche ore alla pronuncia del Gip che dovrà convalidare o negare il fermo a carico di Veronica. Nelle ultime ore non ci sono grandi novità in termini di indagini, almeno nulla viene dichiarato da procura e forze di polizia impegnate a Santa Croce Camerina. Al di là degli elementi di fatto, a interrogare tutti è ancora il possibile movente, che sembra ancora un mistero. Ed è per questo chesi scava nel passato di Veronica, nella sua adolescenza difficile, il complicato rapporto con la famiglia e quella gravidanza a 16 anni. Tutte supposizioni, chiaramente, ma la curiosità è tanta perché il pubblico continua a interrogarsi sui motivi che possono portare una madre a uccidere il proprio figlio.

Tuttavia, l’elemento di analisi che si aggiunge alle indagini, ma anche alle riflessioni giornalistiche, è il particolare del garage. E se proprio questo fosse determinante per comprendere le azioni di Veronica Panarello, madre del piccolo Loris? I fatti emersi oggi sono questi: una telecamera, di cui finora non si conosceva l’esistenza, che inquadra l’auto di Veronica fare manovra per entrare nel garage della palazzina dove abitano gli Stival. La telecamera si trova su un’abitazione privata a pochi passi dalla casa di famiglia. Il fatto che quella mattina Veronica avesse messo l’auto nel garage è apparsa strana anche al marito Davide: “perché l’ha fatto? – ha detto guardando il video mostratogli dagli investigatori – lei non ci andava mai. Parcheggiava sempre in strada”. Aderendo alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, le cose sarebbero andate nel modo seguente. Veronica esce di casa con il figlio più piccolo, lo lascia alla ludoteca e torna a casa dove c’era Loris, che gli investigatori – supportati dalle registrazioni delle telecamere analizzate – ritengono non sia stato accompagnato a scuola proprio perché mai apparso nelle riprese che hanno “bloccato” solo la madre e il fratellino. Quindi potrebbe avere parcheggiato l’auto in garage (che ha una porta interna che conduce all’abitazione) proprio perché avrebbe già organizzato l’omicidio. Ragionando in tal senso non sarebbe difficile immaginare che il corpo di Loris sia stato poi portato in auto e di lì al vecchio mulino. Anche il tempo sarebbe stato sufficiente (secondo la ricostruzione degli inquirenti, 36 minuti). E se le cose fossero andate così si configurerebbe l’ipotesi di reato premeditato, aggravato rispetto all’omicidio volontario “semplice”. 

Dubbi, questi, che cominciano a essere presi in considerazione dalla stampa. Ecco, per esempio, quello che scrive il portale di informazione Lettera 43. “Finora i sospetti sulla vicenda di Santa Croce Camerina hanno fatto ipotizzare che si sia trattato di un omicidio d’impeto. Eppure la principale sospettata del giallo è rientrata a casa, dove sarebbe restato Loris, mettendo l’auto in garage dopo aver lasciato il figlio più piccolo in ludoteca. A questo punto allora si dovrebbe parlare di omicidio premeditato, visto che Veronica si sarebbe mossa già prefigurando di poter utilizzare la porta interna del garage per portare via il corpo di Loris senza essere vista”.

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