Loris, “nessun raptus, non ci sono segni di follia nella mamma”


Nel caso del piccolo Loris Stival, anche nell’ipotesi in cui sia stata la mamma a ucciderlo, non necessariamente si tratterebbe di un caso di follia “momentanea” o, comunque, di malattia mentale della mamma del piccolo, Veronica Panarello. A dirlo è Emilio Sacchetti, presidente della Società Italiana di Psichiatria, il cui parere è stato raccolto da Ragusa News. Secondo lo specialista ”l’equazione ‘efferatezza uguale psichiatria’ non esiste, se c’è una malattia mentale si devono vedere dei segni importanti, non ci si ammala da un giorno all’altro. Ovviamente bisognerebbe visitare la persona approfonditamente per trarre conclusioni, ma in generale si può dire che prima di tirare in causa la psichiatria bisogna trovare elementi concreti, e da quello che sta emergendo finora non se ne vedono. Potremmo semplicemente essere nel campo delinquenziale, non sarebbe la prima volta”.

(continua dopo la foto)



A parere di Sacchetti gli elementi del passato della mamma del bimbo che sono emersi, come la possibile infanzia e adolescenza infelici, non sono sufficienti. ”Per il momento – spiega – non mi sembra ci siano i segni di una malattia mentale. Se bastassero queste cose vedremmo questi delitti tutti i giorni. Anche l’ipotesi del cosiddetto raptus va esaminata con attenzione, è estremamente raro che si abbia un momento di violenza così grande improvvisamente, e di solito è legato a uno stress molto forte. Qui poi c’è stata una organizzazione del delitto, che esclude il raptus”. Le stesse perizie che si fanno durante i processi, ammette Sacchetti, non sempre seguono criteri scientifici. ”L’equazione ‘è un fatto troppo grave, dev’essere matta’ non va, mentre spesso – sottolinea – si vedono perizie fatte in modo ‘furbo’. Per esserci una malattia mentale ci deve essere una storia dietro, con segnali molto forti”.

Loris, il profilo tormentato di Veronica. Come può una madre arrivare a questo?

Caso Loris: “È stata la madre e ha fatto tutto da sola”. Attesa per la convalida del fermo

La madre di Loris: “Sono innocente ma sono tutti contro di me”