Caso Loris, è ancora giallo: ecco gli alibi della mamma e del “cacciatore”


Veronica Panarello, la mamma del piccolo Loris Stival, ha raccontato che, dopo aver lasciato i figlio a scuola, è andata a un corso di cucina con il Bimby a Donnafugata. Il gestore del ristorante non si ricorda di lei, ma racconta che le dimostratrici del Bimby l’hanno notata e lo hanno raccontato alla polizia. Ma di questo corso la donna non aveva fatto cenno nella prima deposizione.

(continua dopo il video del Corriere.it)

Resta, però, il giallo sulle immagini delle videocamere di sorveglianza e le affermazioni della madre: al momento sembra che la donna, che non è indagata, non abbia detto la verità sul fatto di avere accompagnato a scuola Loris: lo confermerebbe una telecamera di videosorveglianza che avrebbe immortalato il momento in cui Veronica Panarello esce da casa soltanto insieme al figlio più piccolo, e con questo sale in macchina e si avvia. Le immagini mostrerebbero invece Loris che una volta uscito dal portone, successivamente rientra nella palazzina di via Garibaldi 82. “La signora non è assolutamente soggetto sottoposto a indagine. Questo ve lo posso garantire e assicurare – ha detto uscendo dall’abitazione degli Stival l’avvocato della signora, Francesco Villardita – questa non è una perquisizione, è una ricerca di elementi utili alla soluzione del caso. La signora sta per come può stare una madre che ha perduto un figlio, e non ci sono indagini su di lei”.

Anche il cosiddetto cacciatore, Orazio Fidone, unico indagato, ha ribadito la sue estraneità ai fatti e alla domanda se avesse un alibi ha risposto: “Sì, ho un alibi, ed è anche facilmente verificabile: sabato mattina non ero a Santa Croce Camerina”. La mattina della scomparsa di Loris, lui sarebbe andato al mercatino di Vittoria. “Basterebbe – sostiene – controllare i filmati delle telecamere in uscita da Santa Croce Camerina e all’entrata di Vittoria”.

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