Caso Loris, perquisita la casa del cacciatore che ha ritrovato il bambino


La polizia scientifica ha eseguito una perquisizione nell’abitazione di Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il 29 novembre scorso il corpo di Loris Stival. L’uomo è indagato come atto dovuto, dalla Procura di Ragusa, per sequestro di persona e omicidio. La perquisizione è stata eseguita subito dopo i rilievi fatti dalla polizia scientifica nella casa della mamma del bambino.



La procura di Ragusa ha annunciato l’iscrizione nel registro degli indagati di una persona per il delitto. “Oltre al fascicolo a carico di ignoti c’è l’iscrizione nel registro degli indagati di una persona ma per adesso non possiamo dire chi sia”, dice il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia. “Che ci siano attività in questo momento – ha aggiunto – non vuol dire che si stia indagando una singola persona. Tali attività servono per l’acquisizione di elementi utili per il prosieguo delle indagini”.

Sulla morte del piccolo Loris Stival non c’è tempo da perdere. Il racconto della madre, Veronica Panarello, non ha convinto procura, polizia e carabinieri. Un video smentisce la ricostruzione che lei ha fatto di quel tragico sabato mattina: le telecamere mostrano che il piccolo Loris non era con lei in auto, come ha invece dichiarato. Ed è forse per questo che la donna è stata interrogata per tre ore in questura nella serata di martedì – come persona informata dei fatti – e la sua casa è stata perquisita da polizia e carabinieri. Tra loro, principalmente agenti della scientifica, il capo della squadra mobile Nino Ciavola e il capitano dei carabinieri Domenico Spadaro. I cronisti presenti a Santa Croce Camerina hanno la sensazione che stanno per arrivare notizie di svolta.

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Gli inquirenti, in testa il procuratore di Ragusa, Camerlo Petralia, danno importanza esterma al fattore tempo: “Statisticamente parlando – hanno detto – per questo genere di delitti il tempo d’individuazione dell’autore va dalle 72 alle 96 ore, dopo di che il tempo si dilata in modo consistente. Se si arriva all’individuazione di un elemento indiziario sufficientemente grave in questo termine di 3-4 giorni, c’è la possibilità di dire che il caso è risolto. Altrimenti…». Appunto, c’è fretta di chiudere il cerchio. Anche per questo la madre di Loris ieri è stata convocata d’urgenza in questura. Ci è rimasta tre ore ma, alla fine, ha lasciato dubbi aperti nella testa di chi indaga. E le indagini puntano sempre più sul contesto stretto che circonda gli Stival, su un viso che fosse familiare al piccolo, uno di cui il bimbo si fidava, è l’occasione di chiedere alla mamma Veronica una volta di più con chi avesse intimità suo figlio. Proprio lei, all’inizio, aveva parlato di “ragazzi più grandi” con cui Loris giocava spesso. Chi sono? E la comunità a cominciato a riflettere a voce alta: in paese si comincia a raccontare che non fosse poi questa mamma così attenta e protettiva come s’è detto finora. Affidava forse il figlio a qualcuno? Un qualcuno che può avere tradito la sua fiducia, ma che se esiste è bene che venga fuori. La cosa più drammatica è che si va rafforzando uno scenario sconvolgente: chi indaga è ormai convinto non soltanto del movente sessuale dietro il sequestro e l’omicidio del bambino (suffragato oltretutto dalla circostanza delle mutandine scomparse), ma che le molestie andassero avanti da tempo. E purtroppo è più di un sospetto atroce: il pedofilo che ha avvicinato il piccolo, e che sabato mattina l’ha ucciso, da tempo lo aveva circuito. Tre elementi, così come ricostruiti finora, non convincono. Anzi, consolidano l’idea che c’è la svolta potrebbe essere vicina.