“40mila euro”. Denise Pipitone, la notizia dagli Stati Uniti. Chi si muove per ritrovare la bimba scomparsa da Mazara


Denise Pipitone, nuove indagini della Procura di Marsala (Trapani) sulla scomparsa della bambina di Mazara del Vallo di cui si sono perse le tracce il primo settembre del 2004. Oggi è stata ascoltata come persona informata sui fatti Maria Angioni, la ex pm di Marsala che all’epoca si occupò della vicenda.

Il caso era recentemente tornato alla ribalta grazie alla televisione russa, dove Olesya Rostova, una ragazza della stessa età che avrebbe ora Denise Pipitone aveva lanciato un appello tramite una trasmissione per ritrovare la madre biologia. Al termine di una serie di puntate sul caso – che avevano visto anche la partecipazione di Giacomo Frazzitta, l’avvocato della mamma di Denise, Piera Maggio – il gruppo sanguigno di Olesya era poi risultato diverso da quello della bimba scomparsa da Mazara del Vallo spegnendo così le speranze che si erano accese al momento della segnalazione del caso della ragazza a Chi l’ha visto. (Continua a leggere dopo la foto)






“Ritengo che la riapertura delle indagini – spiega – non può approdare a nulla finché non ci sono elementi nuovi, non conosciuti all’epoca e che quindi consentirebbero di ripartire con le indagini, ma se la situazione resterà statica, allora non si arriverà nulla”, ha rivelato all’Adnkronos l’ex procuratore di Marsala (Trapani) Alberto Di Pisa.

“Ammesso che si accerti che sia stato fatto un depistaggio, con dolo, qui sembra invece si tratti di casi di negligenza, forse della Polizia, dopo 17 anni è tutto prescritto. Non c’è il reato di depistaggio ma di abuso d’ufficio o calunnia, che si prescrive dopo sei anni”, ha concluso. (Continua a leggere dopo la foto)






Del caso si è interessato anche Tony Di Piazza, imprenditore italoamericano e consigliere del Palermo, che ha ha offerto cinquantamila dollari a chi fornirà notizie utili sulla bambina scomparsa a Mazara del Vallo, in Sicilia, nel 2004. Come riportato in anteprima dal Giornale di Sicilia l’imprenditore ha lanciato un appello a chi sa ma in questi anni è stato in silenzio: “Lo dobbiamo alla piccola Denise – ha detto ai giornali l’imprenditore da New York – Ma lo dobbiamo anche a questa mamma, che in 17 anni non ha mai smesso un solo giorno di cercare sua figlia. Non è facile vivere per tanto tempo nell’incertezza”. (Continua a leggere dopo la foto)



“L’iniziativa – dice l’imprenditore – è nata dopo che un tifoso siciliano mi ha chiesto di postare sulla mia bacheca social, l’appello per ritrovare la piccola. L’ho fatto volentieri, vedendo quella immagine mi sono chiesto se io potevo fare qualcosa. Ho parlato con l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia di Denise Pipitone e mi è sembrato entusiasta della mia iniziativa. Ora si dovrà studiare insieme in che modo utilizzare la ricompensa”. Di Piazza dice che ha seguito fin dal suo inizio la vicenda e che ancora oggi la segue con attenzione. “Questa somma – aggiunge Di Piazza – non è escluso che possa lievitare con l’ingresso di altri benefattori”.

“Chi lo sa, forse con questa offerta, chi ha avuto un tentennamento magari potrà fornire maggiori dettagli su cose che conosce. È una persona sensibile“, ha detto Piera Maggio commentando iniziativa in collegamento a “Mattino Cinque“.

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