“Rifarei tutto, costi quel che costi”. Sindaco cede la sua dose di vaccino e ora è ricoverato per Covid


Alfredo Cesarini è il sindaco di Santa Maria (Ancona). Ha deciso di cedere la sua dose di vaccino contro il Covid: “La mia non sarebbe stata una furbata perché ne avevo pienamente diritto, però ho ritenuto giusto trasmettere il messaggio che dobbiamo tutti rispettare le leggi e le regole”. Ora ha contratto il coronavirus ed è ricoverato in ospedale.

Il sindaco ospite a “Mattino cinque”, ha parlato delle sue condizioni di salute: “Sto migliorando notevolmente – ha spiegato ai microfoni del programma Mediaset – sono stati fatti dei bei progressi, ma non si vede ancora la via d’uscita”. Cesarini ha anche fatto sapere di essere in contatto col sanitario che ha potuto usufruire del suo vaccino: “Se oggi mi trovassi nelle stesse condizioni non esiterei a rinunciare nuovamente”. (Continua dopo la foto)






In un post su Facebook il sindaco ha spiegato le sue ragioni: “Beh io un mese fa – ha scritto sul social – ho avuto l’occasione di vaccinarmi con giustificabili ragioni sanitarie, ma ho scelto di fare un passo indietro per non essere additato come “privilegiato” o peggio “casta”… Ma io con quella scelta, che rifarei anche oggi, ho messo a rischio la mia salute e forse oggi non sarei qui da solo davanti a questa finestra di una stanza di ospedale, con la stessa immagine fissa da giorni…”. (Continua dopo la foto)






“Ed allora chiedo scusa se mi permetto di chiedere rispetto per chi fa vera Politica, per chi lavora seriamente – prosegue Cesarini -. Per i tanti Sindaci seri e onesti, troppo spesso lasciati soli in questa terribile pandemia, alcuni di loro anche morti per covid nello svolgimento del loro dovere. Chiedo rispetto! lo chiedo sopratutto per le persone che si impegnano per gli altri facendo Politica in modo serio fuori da ogni retaggio ideologico”. (Continua dopo la foto)



 

Alfredo Cesarini è ricoverato nell’ospedale Carlo Urbani di Jesi. Quando, a inizio marzo, sono iniziate le vaccinazioni nella Casa di riposo comunale “Residenza protetta”, c’era una dose in più e gli ospiti hanno suggerito di usarla per vaccinare il sindaco. Cesarini, però, ha preferito cederla al funzionario comunale che si occupa della supervisione della casa di riposo. “Da un anno non riuscivamo a fare i controlli perché non riuscivamo ad accedere alla struttura. Allora ho detto al mio funzionario: ‘falla tu, così puoi controllare meglio'”, racconta Cesarini.

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