Covid, dopo Pasqua cambi di colore: le regioni che diventano rosse e le arancioni. E fino a quando


Nuovo decreto e nuovi colori. Il governo Draghi ha emanato le misure per Pasqua e ora anche quelle che andranno in vigore dopo il 6 aprile. Si tratta di due fasi diverse, da non confondere. Anche se i provvedimenti anti-Covid si sono succeduti, generando non poche confusioni e proteste, più che legittime, tra i cittadini stremati da oltre un anno di pandemia, è possibile e doveroso fare ordine.

Dopo che, martedì 30 marzo 2021, solo la regione Lazio è passata dal rosso all’arancione, la stessa sorte dovrebbe capitare alla Campania del presidente De Luca. In tutte le altre giorni, tuttavia, la situazione resta grave e non sono previste ovviamente allentamenti delle rigide misure per ridurre il contagio da coronavirus. Venerdì 2 aprile il ministro della Salute Roberto Speranza, analizzati i dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore della Sanità e del suo dicastero, prenderà una decisione ufficiale. (Continua a leggere dopo la foto)






Saranno almeno otto le regioni in cui, con ogni probabilità, non cambierà nulla per almeno altre due settimane, cioè fino a giovedì 20 aprile. Il coronavirus sta colpendo ancora l’Italia e, sebbene rappresentino la migliore carta per uscire dall’emergenza, è ancora presto per raccogliere i benefici delle vaccinazioni. Come scrive Repubblica, la situazione è critica in ben sette regioni: Puglia, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta. (Continua a leggere dopo la foto)






In queste sette regioni l’incidenza del coronavirus è superiore a 250 per 100mila abitanti, cioè la soglia oltre la quale scatta la zona rossa. E pure le Marche sono ad un passo da quel limite. Dati migliori arrivano invece da Veneto e Provincia autonoma di Trento che potrebbero arrivare ad un’incidenza sotto i 250. Dunque in questi due casi si potrà parlare di zona arancione, ma solo dal 13 aprile. (Continua a leggere dopo la foto)



In sintesi resteranno rosse Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Puglia e Calabria. Arancioni, invece, Liguria, Umbria, Provincia di Bolzano, Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Sardegna. Resta in bilico una sola regione, la Sicilia. Qui, infatti, la procura di Trapani ha aperto un’inchiesta dopo la trasmissione di dati che si ritiene siano stati falsificati. In ogni caso i dubbi saranno sciolti dal ministro Speranza che parlerà venerdì 2 aprile.

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