“È morta di overdose”. Martina, la vita spezzata a 20 anni. Tutti ricordano il suo padre eroe


Si chiamava Maddalena Urbani, aveva 20 anni appena ed era la figlia del medico Carlo, eroe e vittima della Sars e Premio Nobel per la Pace nel 1999: ne avrebbe compiuti 21 a maggio, ma è morta sabato in un appartamento in zona Cassia a Roma Nord, forse per un’overdose. In relazione alla sua morte è stato fermato il suo presunto pusher, un siriano che abitava proprio in quella casa ed era ai domiciliari per reati di droga. Qualche risposta in più la darà l’autopsia, già disposta nell’ambito dell’inchiesta aperta della Procura di Roma.

La giovane Maddalena aveva due fratelli, Tommaso di 33 anni e Luca di 25: e proprio quest’ultimo, ad Alessia Marani del quotidiano Il Messaggero, ha raccontato di come la sorella avesse “solo 3 anni quando papà è morto, le è stato strappato via, è lei che ha subito il trauma più grande e alla fine ha pagato più di tutti. La sua scomparsa attribuita a una overdose ci sconvolge, forse era finita in un giro di brutte amicizie. Ma non era una tossicodipendente, mia sorella era altro: era passione per l’arte e amore per gli altri, generosa come lo era stato nostro padre Carlo”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Mia mamma è distrutta dal dolore”, dice Luca, che definisce la sorella “una giovane donna determinata e orgogliosa della sua indipendenza. Si era scelta un nome, Malìa, e così si faceva chiamare da tutti. Si era trasferita a 19 anni a Perugia dopo avere interrotto gli studi. Era andata a vivere da sola in un bell’appartamento in Centro, vicino al bar dove aveva preso a lavorare con tanto impegno per rendersi autonoma”. (Continua a leggere dopo la foto)








E ancora: “Con mamma eravamo andati a trovarla per Natale, ci sentivamo sempre, anche in videochiamata con Tommaso che era più lontano, e proprio due giorni fa mi aveva assicurato che sarebbe venuta per la mia laurea, la prossima settimana”. A segnare la vita della giovane era stata la morte del padre, a capo dell’unità investigativa pandemica dell’Oms in Vietnam nel 2000 dove Maddalena, dopo la nascita, aveva vissuto per tre anni. (Continua a leggere dopo la foto)

 


Poi aveva vissuto alti e bassi: “Era generosa e socievole – ricorda il fratello al Messaggero – Faceva amicizia con tante persone. Ci parlavi un’ora e ti entrava subito nel cuore. Temo che sia stata proprio qualche cattiva amicizia a portarcela via. Già una volta in passato la strappammo a delle cattive amicizie, ma la droga non c’entrava nulla”.

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