Schianto sulla A14, Matteo è morto a 19 anni. I suoi sogni cancellati in un attimo


Uno schianto terribile non ha lasciato scampo a Matteo Skenderi. 19 anni, i suoi sogni si sono spenti sulla A14 a pochi metri dal casello di Rimini. Era nato nel 2001 a Gallipoli Matteo Skenderi ma viveva a Misano, città che oggi lo piange. Una dinamica ancora da chiarire e un bilancio che poteva essere molto più grave, Matteo Skenderi infatti, prima di colpire il guard rail aveva travolto un cantiere di operai in autostrada.

I tre operai, che erano presenti sul cantiere e sono stati investiti dall’auto della vittima, se la sono cavata con ferite importanti, ma non gravissime. Sono stati trasportati, uno di 50 anni a Cesena mentre gli altri due, tra i quali un ragazzo di 20 anni, a Rimini. Ieri sera erano ancora in osservazione nei vari nosocomi. A dare un quadro di quanto successo è il Resto del Carlino nella sua edizione on line. Continua dopo la foto






“Dalle prime indiscrezioni trapelate il giovane stava procedendo normalmente nella corsia a destra quando ha perduto il controllo della sua vettura. Non si sa se per una disattenzione, un malore o un guasto al motore e l’Opel si è trasformata un una scheggia impazzita. L’autovettura ha sbandato e ha invaso la corsia di emergenza tamponando il furgone dell’impresa durante le operazioni, correttamente segnalate, di rimozione della segnaletica di un cantiere concluso. Poi la Opel è andata a concludere la sua corsa contro un guard rail”. Continua dopo la foto






E ancora: “Nello schianto i tre operai sono stati sbalzati a terra mentre per Matteo Skenderi la vita finiva lì, contro quel guard rail maledetto. Immediatamente venivano allertati i soccorsi. Si precipitavano le ambulanze del 118, gli uomini della Polizia autostradale di Forlì e quelli della Direzione di Bologna delle Autostrade oltre ai vigili del fuoco direttamente da Cesena. Continua dopo la foto



 


Erano proprio i pompieri ad estrarre il corpo senza vita di Matteo dalle lamiere”. Quello di Matteo Skenderi è solo l’ultimo di una serie di terribili incidenti che coinvolge giovanissimi. Una lunga scia di sangue che lascia dietro montagne di dolore.

Ti potrebbe interessare: “Non è possibile!”. Lutto nel sport, ha perso la vita per un bruttissimo incidente. E pensare che solo qualche ora prima la sua soddisfazione più grande

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it