Covid e ritardi nei vaccini, più lontana l’immunità di gregge. Ecco quando sarà raggiunta


La lotta al Coronavirus prosegue incessante a colpi di dpcm e piano vaccinale. Le restrizioni anti-contagio interessano praticamente tutta Italia dove i casi non sono diminuiti come sperato e si contano ancora centinaia di morti al giorno. Ora si scopre da Il Messaggero che il grafico contenuto nel piano vaccinale nazionale prevedeva di avere a disposizione 28,2 milioni di dosi di vaccino anti-Covid entro la fine di marzo.

E nel conteggio totale si consideravano anche le dosi fornite da Curevac, il cui prodotto però è in ritardo. Ma anche considerando i vaccini delle altre case come Pfizer-Biontech, Moderna e Astrazeneca nel primo trimestre sarebbero dovute arrivare 25,9 milioni di dosi, invece al massimo ne avremo 10 milioni, 15 secondo le previsioni del commissario Domenico Arcuri. Di questo passo il ritardo si accumulerà e il fatidico 70% di italiani protetti, ovvero l’immunità di gregge, non sarà raggiunto ad ottobre ma all’inizio del 2022. (Continua a leggere dopo la foto)






Brutte notizie insomma sul fronte vaccini, con il governo che sta studiando il modo per rifarsi legalmente di questi ritardi. Intanto l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato avverte: “Se non avremo in tempi rapidi anche Johnson&Johnson – altro vaccino in sperimentazione che sarà esaminato da Ema tra un mese e mezzo e di cui l’Italia ha prenotato 53 milioni di dosi – limitandosi solo a Pfizer, Moderna e Astrazeneca, a giugno avremo vaccinato solo operatori sanitari e ultraottantenni, perché dubito che otterremo più di 12 milioni di dosi”. (Continua a leggere dopo la foto)






Sempre l’assessore Alessio D’Amato aggiunge: “Bisogna accelerare sul vaccino italiano in sperimentazione allo Spallanzani, ma anche guardare ad altri prodotti già sul mercato”. E dalla riunione tra ministri Boccia e Speranza, commissario Arcuri e rappresentanti regionali il governatore Zaia e lo stesso D’Amato hanno rilanciato la proposta: acquistare vaccini russo (Sputnik 5) e cinesi, sollecitare Ema perché li valuti e autorizzi rapidamente. Intanto l’Unione Europea ha convocato per lunedì 25 gennaio i vertici di Astrazeneca per chiarimenti. (Continua a leggere dopo la foto)



Come se non bastasse da alcuni centri vaccinali regionali si segnalano carenze di siringhe di precisione. Arcuri ha replicato che non è vero, semplicemente ce ne sono di meno perché inferiore è il numero di vaccini Pfizer inviati. Secondo il presidente del consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, è “Necessario rimodulare la campagna di vaccinazione”. E a questo punto appare impossibile giungere all’immunità di gregge nei tempi previsti, ovvero per la metà del terzo trimestre 2021. Se ne riparlerà nel 2022.

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