“Sì ai partner, no ai fidanzati”. Dpcm e ricongiungimenti, il governo precisa le nuove regole


Con il nuovo Dpcm gennaio 2021, sono arrivate anche le nuove Faq da parte del Governo, in cui si risponde nei particolari alle domande più comuni in questo momento di frenesia di notizie. Dunque le Faq esplicano cosa si può o non si può fare. Oggi preciseremo tutto ciò che riguarda i coniugi.

All’interno delle Faq vengono utilizzati i termini “coniugi” e “partner” e mai quello di “fidanzati”. Inoltre non si fa riferimento alle coppie stabili che non convivono. Ma approfondiamo meglio l’argomento e proviamo ad analizzare tutto quello che si può e non si può fare. (Continua dopo le foto)











Partendo dalle coppie che vivono in città diverse per varie esigenze/motivazioni, per il nuovo Dpcm gennaio 2021, sarà possibile possibile ricongiungersi solo se “il luogo scelto per il ricongiungimento coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione”. L’esempio riportato dal Governo: “Le persone che per motivi di lavoro vivono in un luogo diverso da quello del proprio coniuge o partner, ma che si ritrovano con lui/lei con regolare frequenza e periodicità nella stessa abitazione, possono spostarsi per raggiungere tale abitazione”. Bene, la prima variabile è più che chiara, più in giù spiegheremo anche la differenza tra residenza, domicilio e abitazione. Ma veniamo a un’altra variabile: coniugi e partner in regioni diverse. (Continua dopo le foto)



Per i coniugi e partner in regioni diverse, uno dei coniugi, dice chiaramente il Governo, può spostarsi per raggiungere il partner “soltanto se ha la residenza o il domicilio nel Comune di destinazione o se in quel Comune c’è l’abitazione solitamente utilizzata dalla coppia”. Sono inoltre consentite tutte le visite atte a fornire assistenza a persone non autosufficienti, anche tra Comuni/Regioni/Province autonome in aree diverse. “Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie”. E, per eventuali accompagnatori, si sottolinea: “Di norma la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste”. (Continua dopo le foto)

Per quanto riguarda gli spostamenti/raggiungimenti dei minori da parte di un genitore o un affidatario, il nuovo Dpcm gennaio 2021 parla chiaro: “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti”. Tra le Faq vengono chiarite anche i significati di residenza, abitazione e domicilio. La residenza è definita giuridicamente come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Il domicilio è definito giuridicamente come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Può essere diverso dalla residenza. Il significato di abitazione non ha una precisa definizione tecnico-giuridica. “Ai fini dell’applicazione dei provvedimenti anti-Covid, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità”, così si legge nelle Faq.

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