“Stato di emergenza in Italia fino al 31 luglio”. Covid, la richiesta: “No all’allentamento delle misure restrittive”


“Il 2020 è stato un anno difficile e lungo. Senza sforzo unitario delle istituzioni non si può arginare e sconfiggere questo nemico incredibilmente forte che ci ha costretto a rinunciare alla nostre libertà. Non c’è strada diversa che l’unità per affrontare l’emergenza che stiamo vivendo”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, nella comunicazione alla Camera sul sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 che continua a diffondersi nel nostro paese.

“Questa settimana c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia – ha spiegato Speranza – aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare: l’epidemia è nuovamente in una fase espansiva”. “In tutta Europa sta montando una nuova forte tempesta – ha evidenziato – Il virus verrà piegato con i vaccini ma adesso continua a circolare con forza crescente e può di nuovo colpirci molto duramente”. (Continua a leggere dopo la foto)






“Quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza”, ha spiegato il ministro. “È intenzione stabilire una quarta area oltre quelle rossa, arancione e gialle, un’area bianca che potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi, incidenza sotto i 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti, Rt sotto 1 e indice di rischio baso. In quest’area le limitazioni saranno relative alle regole fondamentali come indossare le mascherine. E’ difficile quest’area possa scattare nel breve ma iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi che verranno”, ha fatto sapere ancora. (Continua a leggere dopo la foto)






Intanto scatta una nuova richiesta dal Comitato tecnico scientifico. Gli esperti ribadiscono la loro contrarietà all’allentamento delle misure restrittive e invitano il governo in vista del nuovo Dpcm che entrerà in vigore venerdì 16 a mantenere per altri sei mesi lo stato di emergenza, che quindi dovrebbe finire il 31 luglio.

Tra le altre cose, il Cts ha espresso “grande preoccupazione” per la possibile riapertura degli impianti sciistici il 18 gennaio. Il motivo è semplice, anche perché molte delle regioni in cui si trovano gli impianti, come la Lombardia, il Veneto o la provincia di Bolzano, sono proprio quelle in cui i casi di positività al Covid-19 sono in crescita. In quest’ottica il Cts ha comunque già disposto che i campionati mondiali di sci alpino in programma a Cortina d’Ampezzo dal 7 al 21 febbraio si svolgeranno a porte chiuse, quindi senza la presenza di pubblico. (Continua a leggere dopo la foto)



 

L’ipotesi di un altro rinvio dell’apertura degli impianti era stata commentata dai rappresentanti delle Regioni dell’arco alpino: “Prendiamo atto dell’ipotesi annunciata dal governo di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita e del conseguente incremento della crisi di tutto il comparto turistico invernale della montagna, e chiediamo al governo di assumere un impegno serio nei confronti di questo settore, garantendo ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite”, avevano chiesto i partecipanti alla Commissione Speciale Turismo della conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

 

“Belen Rodriguez è incinta”. Freschissima soffiata-bomba. La fonte è di quelle che non si mettono in dubbio

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it