“Non si esclude tutta Italia zona rossa”. Conte avverte: quando e perché le restrizioni possono aumentare


Gli italiani sono alle prese con le prime vacanze natalizie della storia condizionate dal Covid e dalle disposizioni anti-contagio. In questi giorni c’è chi polemizza con le decisioni del governo e chi si adegua, pur nelle difficoltà. Le numerose restrizioni sono la risposta al rischio concreto che le giornate di festa si trasformino in un moltiplicatore dei positivi.

La seconda ondata è arrivata e si sta facendo sentire, con l’indice RT che scende anche se non troppo e il numero di morti che continua ad essere alto, ieri 553. Ma se passare il Natale da soli o quasi, con soltanto due invitati per casa e spostamenti consentiti solo all’interno della stessa regione e comunque con destinazione sempre una residenza o abitazione, sembra duro la situazione potrebbe anche peggiorare. Lo stesso premier Giuseppe Conte lo ha spiegato a chiare lettere. (Continua a leggere dopo la foto)






“Se dovesse arrivare un’impennata – le parole del Presidente del Consiglio – una terza ondata o una variante che faccia sbalzare l’RT, allora ci troveremmo facilmente in zona rossa o con misure più restrittive anche a gennaio”. Non più, quindi, giornate da bollino rosso, ma una sorta di lockdown generalizzato, senza deroghe o eccezioni. Nel corso di un’intervista a Porta a Porta il premier ha poi affrontato la questione scuola. (Continua a leggere dopo la foto)






In un primo momento si era anche ipotizzato un rientro a scuola dopo il 7 gennaio, ma Giuseppe Conte ha scartato questa eventualità: “Con le prefetture a livello provinciale c’è un tavolo dei ministri da giorni per coordinarsi e trovare soluzioni flessibili”, tutto con l’obiettivo di rientrare subito dopo la Befana. E visto che uno dei maggiori problemi legati agli spostamenti degli studenti è il sistema dei trasporti che viene messo sotto pressione il Presidente del Consiglio ha spiegato: “Ho raccomandato perché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese. Nel segno della flessibilità: è l’unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Infine Giuseppe Conte ha dichiarato che si dovrà fare ancora ricorso alla Dad, la Didattica a Distanza: “Dobbiamo ripartire con la didattica a distanza almeno al 50% per le scuole superiori di secondo grado, con il massimo di flessibilità”. “Per il periodo natalizio – ha sottolineato Conte – dovremmo poter affrontare gennaio dosando cum grano salis le misure solo dove necessario tra zona gialla, arancione e rossa”.

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