Addio Ines, morta a 14 anni in attesa di trapianto. Aveva scritto una canzone: “Aspetto un cuore come una regina aspetta il suo re”


Roma, tutti uniti per Ines. La bambina di 14 anni aspettava un cuore nuovo, “come una regina aspetta il suo re”, recita il testo della canzone scritta di su pugno. La storia di Ines Frassinetti viene diffusa da Repubblica. Quella bambina marchigiana di Massignano (Ascoli Piceno), era diventata una ragazza di 14 anni e aspettava un cuore e dei polmoni nuovi che le potessero permettere di realizzare i suoi sogni.

Purtroppo gli organi non sono arrivati in tempo. Ines aspettava ma non ce l’ha fatta. La ragazza è deceduta all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Tutti avevano imparato a conoscere la sua storia ma anche quella speranza che ha mantenuto sempre accesa. Un sorriso, il suo, che non potrà mai essere dimenticato così come quel carattere sempre votato all’altruismo. (Continua a leggere dopo la foto).






Ines ha lasciato la sua storia anche in una canzone che ha raggiunto un record: 225mila visualizzazioni, incrementate da quando i suoi occhi si sono chiusi per sempre.. Colpita dalla sindrome di Vacterl, Ines ha dovuto convivere con alcune  malformazioni interne, ma anche con una forma di  ipertensione polmonare. Condizioni difficili che hanno spesso richiesto il supporto dei macchinari. (Continua a leggere dopo la foto).






Sono stati quaranta gli interventi chirurgici e il suo ultimo anno Ines l’ha vissuto in ospedale. La madre Juliette Romeo sottolinea: “La sua voglia di vivere era immensa, non si fermava mai. Durante i tanti ricoveri in ospedale passavano da lei perché si alzava col sorriso e faceva ciò che doveva col sorriso “. E quella stanza di ospedale che Ines aveva trasformato nel suo laboratorio, un piccolo angolo di mondo che le permetteva di proseguire le sue attività. (Continua a leggere dopo le foto).



E il racconto della madre prosegue: “Dicevano entrando nella sua stanza che c’era sempre il sole da gennaio 2020 era nella struttura del Gianicolo a Roma e poi non so se è stato il Covid, ci hanno detto che i trapianti erano diminuiti per questo problema. Ines incantava tutti, scriveva poesie, come quella che poi ha dato vita alla canzone per la quale le ha prestato la voce un’infermiera del reparto di cardiologia dell’ospedale del Bambino Gesù. Chiunque la incontrasse ne rimaneva colpito. Ha mandato messaggi positivi fino alla fine ed era molto sensibile, la sofferenza sapeva cos’era considerato che oltre alla malattia aveva sua sorella gemella disabile”. E chiosa: “Ci speravamo proprio nel trapianto avrei voluto che avesse, per quello che si poteva, una vita normale come i coetanei, è un peccato che non sia accaduto. Ma la sua storia mi piacerebbe si trasformasse in speranza e in una lezione. Per ricordare che nonostante tutto la vita è bella”.

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