Coronavirus, zone rossa e arancione: ministro Speranza firma nuova ordinanza


Zona rossa e arancione, c’è una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza con le misure di contenimento dei contagi da coronavirus. L’ordinanza entra in vigore oggi e rinnova le misure anti-Covid adottate per la Calabria, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Valle d’Aosta.

La nuova ordinanza – sottolinea una nota del ministero – è valida fino al 3 dicembre, “ferma restando la possibilità di nuova classificazione prevista dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre”. Alla luce del Dpcm, infatti, le regioni dal 27 novembre potrebbero cambiare colore e approdare in una fascia diversa. La Puglia e la Sicilia rimangono dunque in zona di rischio ‘arancione’. Nessun passaggio a livello di rischio più alto, ‘rosso’, come si ipotizzava. (Continua a leggere dopo la foto)






Mentre è in arrivo in serata, a quanto apprende l’Adnkronos Salute, un’ordinanza del ministro della Salute che certificherà il passaggio della Regione Abruzzo nella zona rossa, fascia a maggior rischio per Covid-19.

Intanto inizia ad appiattirsi la curva del contagio in Italia. “La curva epidemica negli ultimi giorni comincia ad appiattirsi, vediamo un rallentamento della crescita dell’incidenza dei casi di Covid-19”, ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, in conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. (Continua a leggere dopo la foto)






“Abbiamo un carico di 351 casi per 100mila abitanti in 7 giorni, con differenze regionali: in alcune regioni abbiano numeri a due cifre e non più a tre. Altre sono ancora a livelli elevati, toccano i 500 i 700 casi. Abbiamo detto che il primo indicatore a muoversi è l’Rt e il secondo è l’incidenza che diventa un elemento molto importante. Quando c’è un numero di casi significativo, diventa un elemento di preoccupazione perché ha un impatto sui servizi assistenziali”, ha aggiunto Brusaferro. (Continua a leggere dopo la foto)



 

“L’epidemia in Italia si mantiene a livelli critici sia perché l’incidenza di nuove diagnosi resta molto elevata e ancora in aumento, sia per gravità con un significativo impatto sui servizi assistenziali”, ha detto illustrando le conclusioni della cabina di regia.

“Non possiamo cantar vittoria perché l’indice Rt è ancora sopra 1 e i nuovi casi crescono anche se più lentamente, il nostro obiettivo è portare Rt sotto 1 per poter garantire la rapida riduzione dei casi. Una crescita lenta della curva non è l’obiettivo che vogliamo” raggiungere, ha concluso Brusaferro.

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