Uccide la moglie Vera a martellate, poi chiama la cugina. “Chiedeva, non ne potevo più”


Rimini, tragedia in famiglia. Vera Mudra muore dopo ripetute martellate inferte per mani del marito. È accaduto tra le mura domestiche, a Marina Centro (Rimini). Sotto choc la cugina della vittima, che ha ricevuto una telefonata direttamente dal carnefice, Giovanni Laguardia, che ha confessato tutto quella stessa notte.

Giovanni ha assassinato la moglie nel letto coniugale. Dopo ripetute martellate, Vera muore e poco dopo l’uomo telefona alla cugina per confessare tutto: “Mi ha telefonato e mi ha detto ‘ho ucciso la Vera’. Era così tranquillo, ho pensato che stesse scherzando”, ha dichiarato Halina Feduc. Una tragedia ai limiti della razionalità. La coppia stava andando incontro al divorzio. (Continua a leggere dopo la foto).






Aveva deciso proprio Vera di mettere un punto al loro matrimonio. Giovanni Laguardia, idraulico in pensione di 69 anini, subito dopo aver inferto la morte alla moglie,  avrebbe fatto due telefonate. Prima alla cugina di Vera,  poi alle forze dell’ordine, reo confesso del tragico gesto. E proprio durante l’interrogatorio, Giovanni non ha avuto alcuna remore nel confessare cosa abbia potuto portarlo fuori controllo. (Continua a leggere dopo la foto).






“Continuava a chiedere soldi da mandare in Ucraina, pretendeva che tornassi a lavorare in nero. Non ce la facevo più”, ma in presenza del difensore Andrea Mandolesi, dopo la confessione Giovanni si è chiuso nel più totale mutismo. Essenziale, per ricostruire la dinamica del femminicidio, la testimonianza della cugina della vittima, che non poteva credere a quanto fosse accaduto tra quelle quattro mura domestiche. (Continua a leggere dopo le foto).



E del divorzio si apprende anche attraverso le parole di Halina, ancora sotto choc. La cugina della donna avrebbe raccontato e confermato che Vera era al punto di chiedere il divorzio, poichè non tollerava più i comportamenti del marito. E sempre dalla deposizione della testimonianza, si apprende che prima che il femminicidio venisse portato a termine, Laguardia aveva portato a casa una prostituta, in assenza della moglie che si trovava alle terme.

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