Giù dalla finestra muore sul colpo, ma è giallo: il suo corpo ridotto così


È un vero e proprio giallo quello che sta affrontando la Squadra Mobile di Genova in queste ore. Ieri mattina, prima dell’alba, un uomo di 74 anni, Franco Giovanni Rapuzzi, è volato dalla finestra della stanza in cui stava trascorrendo gli arresti domiciliari. L’uomo era accusato di maltrattamenti e violenza sessuale. Una settimana fa la Procura ne aveva chiesto il processo immediato.

A quel processo Rapuzzi non ci arriverà mai, morto in strada dopo quel volo. Ma la causa della morte non sarebbero le ferite riportate per il salto. L’uomo era stato, infatti, accoltellato prima ancora di essere lanciato dalla finestra. Secondo le prime ricostruzioni della Mobile all’interno della stessa stanza c’erano con lui altri tre uomini. Anche se nessuno è ancora stato scritto nel registro degli indagati gli inquirenti sono convinti che il mistero possa essere svelato attraverso le testimonianze di queste persone. (Continua a leggere dopo la foto)






I tre uomini che stavano con la vittima nella stanza sono stati accompagnati in questura ed ascoltate come persone informate sui fatti. Si tratta del proprietario dell’appartamento, il 48enne Giuseppe Burgio, accusato in passato di reati legati allo spaccio di stupefacenti, e di due tunisini di 25 e 30 anni. Questi ultimi due vivevano da poco tempo in quella stessa casa. La titolare delle indagini, il sostituto procuratore Patrizia Petruzziello, al momento non ha elementi per muovere alcuna accusa ai tre interrogati. (Continua a leggere dopo la foto)






Quel che è certo è che l’uomo è stato accoltellato e, subito dopo, è volato dalla finestra. C’è anche un testimone, una persona che passava in strada proprio in quel momento e che ad un giornalista del Secolo XIX ha dichiarato: “Arrivo in questo punto e me lo vedo cadere giù, proprio davanti a me. E allora cosa potevo fare? Ho chiamato subito i carabinieri, il 112, che hanno chiamato l’ambulanza. Non ha gridato niente. Ho pensato che stava ritirando i panni stesi. Non mi sono avvicinato, ho visto solo che non si muoveva”. (Continua a leggere dopo la foto)



Un vero rompicapo per gli investigatori della Mobile diretti da Stefano Signoretti che al momento non escludono alcuna ipotesi. Si pensa ad un omicidio, ovviamente, anche se sono da individuare autore e movente. Ma si fa strada anche l’ipotesi dell’aggressione e di un tentativo di fuga. E non è stata scartata neppure l’idea di un suicidio, seppure caratterizzato da una dinamica anomala.

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