Coronavirus, allarme terapie intensive: le regioni che rischiano di finire i posti


La corsa dei contagi da coronavirus non si ferma e lo spettro del secondo lockdown aleggia sempre più minaccioso sull’Italia. Nella giornata di venerdì 16 ottobre, il ministero della Salute nel suo bollettino odierno ha confermato il numero di 10.010 i nuovi casi di covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 55 decessi, che portano il totale a 36.427 dall’inizio dell’emergenza sanitaria nel nostro paese.

Per la prima volta dalla fine del lockdown è stata superata la soglia dei 10mila casi. Preoccupano le terapie intensive. I pazienti ricoverati sono 638, con un incremento di 52 unità nelle ultime 24 ore. I ricoveri ordinari sono invece 6.178 (+382). (Continua a leggere dopo la foto). (Continua a leggere dopo la foto)






Sono dieci le Regioni con un rischio definito “alto” per la tenuta delle terapie intensive. Secondo il monitoraggio del ministero della Salute e Iss hanno una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese, da alta a massima. Le regioni segnalate con il livello più alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia, la Liguria. Poi ci sono l’Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. (Continua a leggere dopo la foto)






E intanto i medici di base lanciano l’appello: “E’ giunto il momento che i cittadini considerino la necessità di un autolockdown per limitare al massimo il rischio di contagio a fronte dei numeri in preoccupante crescita”. È grave quadro delineato dal presidente nazionale dell’Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-emergenza area critica), Alessandro Vergallo. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Ad oggi “in dieci Regioni la tenuta delle terapie intensive è particolarmente a rischio, poiché ci si sta avvicinando alla soglia massima fissata dal ministero della Salute del 30% di posti dedicati a malati Covid occupati; tuttavia, ci troviamo in una situazione di allerta in tutte le Regioni perché si rischia, nel breve termine, una saturazione dei posti Covid se il trend dei contagi non si modificherà”. Nelle Terapie intensive, avverte, “la pressione sta crescendo e iniziamo a vivere la paura che si possa tornare alla situazione drammatica della prima fase epidemica”.

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